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Il fiore del signor Moggi: di che colore sono i ricordi?

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Il ricordo è il tessuto dell’identità” Nelson Mandela.

A tutti noi è capitato almeno una volta di risvegliarsi dopo aver sognato qualcosa di bellissimo ma di non essere stati in grado di tradurre a parole, nei più minimi dettagli, quello che nel sogno ci era sembrato così limpido e vibrante. Fatti, emozioni, colori, tutto sembra cambiare e sbiadire nella nostra mente una volta tornati alla realtà, come se fossimo incapaci di trattenere la vera essenza di quello che la nostra immaginazione ha creato.

Accade proprio questo al signor Moggi.

Una notte, il signor Moggi fece un sogno: vide una piazza in un paese sconosciuto, con tante case, tanti palazzi, di tutti i colori e, al centro della piazza, un fiore straordinario. Grande quanto un albero, aveva la forma di una farfalla e un colore mai visto: un blu profondo con riflessi di verde e oro e un tocco di rosso, o viola”.

Il fiore del signor Moggi

testo di Bernard Friot, illustrazioni di Nicoletta Bertelle, Fatatrac, 2019
Età di lettura consigliata: dai 3 anni

Il fiore del signor Moggi

Il libro si apre, la storia comincia, e noi siamo immediatamente catapultati nel sogno del protagonista: siamo lì con lui, voliamo su quella piazza, vediamo il fiore, grande, bellissimo, in tutte le sue sfumature.

L’illustrazione di apertura, con i suoi tratti semplici e il colore monocromo nei toni del blu, dona un potente richiamo onirico a questa prima scena e, grazie anche alla prospettiva utilizzata, ci rende ancora più partecipi di questa incredibile esperienza.

interni de Il fiore del signor Moggi

Una volta sveglio, il signor Moggi decide di dipingere il suo sogno, impaziente di restituire alla tela bianca tutte le sfumature dei suoi ricordi. Ma qualcosa non lo convince: non è sicuro di aver restituito al fiore il suo vero colore. Incomincia così un instancabile lavoro alla ricerca di quel colore straordinario che sembra non riuscire a tradursi nella realtà.

Sarà un processo lungo e faticoso, durante il quale il Signor Moggi sentirà il bisogno di lasciarsi alle spalle i consigli non richiesti e di cercare lui stesso la strada per ritrovare la vera essenza del suo sogno. Ma sarà solo l’incontro fortuito con una bambina sconosciuta a dissolvere i suoi dubbi e a fare finalmente chiarezza nella sua mente: “Lo conosco il tuo fiore. È un fiore del mio paese”. “Se vuoi, posso dipingerlo io, il tuo fiore”…

Il signor Moggi e la bambina

Bernard Friot (Premio Andersen 2009), ci regala una storia che, pur nella sua semplicità, nasconde diverse chiavi di lettura. Un bellissimo racconto che è anche una riflessione sul binomio sogno/realtà e sulla forza della memoria. Ci ricorda che solamente chi entra in sintonia, come accade ai due personaggi, è in grado di trovare un punto di vista condiviso, uno sguardo comune capace di guardare le cose nello stesso modo, di osservare le stesse sfumature del mondo. Il confine tra sogno, idealizzazione e realtà si fa labile, e quel che resta è la storia di un’amicizia nata per caso, il racconto di due estranei che entrano in connessione e finiscono per guardare il mondo con gli stessi occhi.

Il fiore del signor Moggi

Friot, grazie al suo passato da insegnante e il suo interesse per i bambini che hanno difficoltà nella lettura, predilige storie brevi con cadenza musicale proprio per creare testi ad alta leggibilità che ne favoriscano la fruizione. Si definisce uno “scrittore pubblico” che necessita continuamente di un confronto coi suoi piccoli lettori.

Il testo prende vita anche grazie alle splendide e poetiche tavole di Nicoletta Bertelle, illustratrice padovana che spesso dipinge su diverse superfici, dalla tela al legno, persino sugli oggetti stessi. Queste sue sperimentazioni pittoriche sono ben visibili anche in questo albo dove, accanto a stesure di colore piatto e uniforme, troviamo rese più materiche che ci lasciano intravedere il processo della loro realizzazione.

tavole interne de Il signor Moggi

Nicoletta Bertelle inoltre dedica questo libro a uno dei suoi maestri, il pittore ceco Štěpán Zavřel, fondatore della Scuola Internazionale di Illustrazione, prima realtà in Italia ad offrire corsi specializzati in illustrazione per ragazzi.

Il fiore del signor moggi

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