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Il viaggio della piccola macchia rossa

A diciotto anni dalla sua prima pubblicazione, torna in libreria La piccola macchia rossa, il best seller scritto da Marita Mahringer con le illustrazioni di Eric Battut, ridato alle stampe nel 2020 per una nuova edizione di Bohem Press.

La piccola macchia rossa

Arte. Buona notte. Coraggio. Distacco. Viaggiare.

In queste cinque parole l’editore condensa gli argomenti principali di quello che definisce un bellissimo racconto per parlare di colori e… una colorata storia della buonanotte.

Cinque parole che sono anzitutto chiavi di ricerca attraverso cui rintracciare questo libro all’interno del sito della casa editrice (www.bohempress.it) ma evidentemente anche cinque possibili piste interpretative che vogliono proporre una collocazione tematica per questo albo.

Sembra in effetti che La piccola macchia rossa ben si presti ad essere utilizzato ad esempio per insegnare ai bambini i colori, per comunicare con loro su alcuni sentimenti, sull’esplorazione dell’ignoto, al contempo attraente e temuto, sulle emozioni legate all’esperienza della separazione, anche quella particolare separazione quotidiana che si celebra ad ogni messa a letto.

piccola macchia

Non sappiamo se gli autori abbiano lavorato in modo intenzionale affinché questo albo si offrisse così bene a questo genere di scopi; di fatto ci sono molte tracce, conservate in rete, di chi ha fatto de La piccola macchia rossa l’oggetto centrale di laboratori didattici a tema, soprattutto nell’ambito della Scuola dell’Infanzia, quando non già al nido.

Proviamo però a lasciarci alle spalle questo tipo di approccio strumentale, “finalizzato all’uso”; proviamo piuttosto ad accostare il libro così come farebbe un bambino, con il solo desiderio, semplice e grande, di incontrare una storia. Mettiamo tra parentesi dunque il bisogno di focalizzare temi, insegnamenti, messaggi; prendiamo in mano questo albo, con la sua affascinante copertina nera, così inusuale nei libri destinati all’infanzia, apriamolo e seguiamo la narrazione.

La piccola macchia rossa

Il viaggio di formazione della piccola macchia rossa

Una piccola macchia rossa decide un giorno di avventurarsi oltre i confini della sua terra, il Paese delle Macchie, per scoprire il mondo. Lo fa perché è curiosa, questo è l’unico apparente motore del suo partire. Saluta dunque tutti gli amici, fa fagotto, e se ne va.

La vediamo uscire dalla sua bolla colorata e familiare per avviarsi lungo una sottile stradina che si perde nel nero ignoto e indistinto. Il cammino la conduce molto lontano: dapprima giunge in un luogo tutto verde, successivamente in una distesa bianca e ghiacciata; poi è il turno di un immenso prato di fiori rossi e così via, di paese in paese, di colore in colore.

La piccola macchia rossa

Ogni posto che attraversa le si presenta in tutta la sua alterità; anche quello apparentemente più simile a casa si rivela presto molto diverso. Da nessuna parte si sente completamente a suo agio e, quand’anche trova un ambiente accogliente, che la fa sentire felice, nulla riesce a trattenerla. La nostalgia in fine la mette sulla via del ritorno.

Dopo quest’avventura durata un giorno, un anno o chissà, due nuove spinte la animano e la fanno correre verso casa: il desiderio di raccontare ai suoi amici ciò che ha visto ed imparato e, più di tutto, la voglia di infilarsi a letto, sotto la sua coperta dai mille colori, e riposare

Questa storia è compiuta e comprensibile anche senza l’ausilio delle immagini, diversamente da quanto succeda negli albi illustrati propriamente detti; tuttavia l’arte di Eric Battut ci offre un ulteriore accesso e un ulteriore livello narrativo in cui immergerci di cui difficilmente vorremmo fare a meno; il tratto è ampio, le pennellate dense, veloci e le tavole risultano vibranti e ricche di fascino; quando il Paese delle Macchie riappare al limite della foresta, lo fa come un miraggio di luce e bellezza.

La piccola macchia rossa

Chiuso il libro ci restano aperti molti interrogativi: perché la piccola macchia rossa ha intrapreso il viaggio, qual era l’oggetto della sua quest? E, soprattutto, quali sono le cose che ha imparato e che ora vuole ardentemente raccontare agli amici? Poco importa, in fondo, al lettore. Ciascuno ha il suo motivo, per andare o per restare, per buttarsi o trattenersi e non è necessario renderne sempre conto a qualcuno. Non è necessario nemmeno rendere sempre conto di cosa si sia imparato da una lettura. Semplicemente il viaggio, reale o letterario che sia, è accaduto e quel che di più grande potrà scaturirne è un nuovo racconto e magari un po’ di riposo.

Se poi l’incontro con un libro sarà stato solo una piacevole parentesi di sospensione da cui non imparare proprio nulla, alimentando solo il proprio gusto per le storie, quel libro avrà senz’altro raggiunto il più alto e prezioso degli scopi.

La piccola macchia rossa

testo di Marita Mahringer, illustrazioni di Eric Battut, trad. di Francesca Romanini, pp. 32, Bohem Press Italia, nuova edizione 2020 – Età di lettura consigliata: da 3 anni.

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La piccola macchia rossa
2 Recensioni
La piccola macchia rossa
  • Mahringer, Marita (Author)
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