Un barattolo per raccogliere gli attimi da ricordare

Vi ricordate Federico, vero?! Il topolino poeta di Leo Lionni, che mentre i suoi compagni fanno provviste di noci e bacche per prepararsi al letargo invernale, raccoglie le parole, i colori e i raggi del sole.

Ecco, Luis e Iris, i due piccoli amici protagonisti di questo albo illustrato, mi hanno ricordato il topolino Federico.

Un barattolo di stelle

Deborah Marcero, trad. Davide Musso, 40 pp., Terre di Mezzo Editore, 2020 – Età di lettura consigliata: dai 3 anni

copertina di Un barattolo di stelle

Luis e Iris non sono topolini, sono bianchi e piccoli e hanno delle orecchie lunghe lunghe: sono, diciamo, dei bambini-coniglietti; e non hanno un inverno da passare chiusi nella tana. Però come Federico sono dei poeti; non è scritto, nel libro, che sono dei poeti, ma lo sono, e calza a pennello quella frase di Heinrich Böll sul fare «collezione di attimi».

Lui e Iris raccolgono attimi in barattoli, come se quei barattoli fossero i loro cuori, o anche delle poesie appunto; e ci riempiono le pareti di casa.

Collezionavano cose difficili da stringere tra le mani, come gli arcobaleni, il rumore dell’oceano e quello del vento subito prima che inizi a nevicare. Cose impossibili da infilare in un barattolo. Eppure, chissà come, Iris e Luis ci riuscivano.

il coniglio con il barattolo

Di certo è anche grazie alla loro amicizia, se riescono a collezionare queste cose speciali. La poetessa Marina Cvetaeva, sulla forma in poesia, così sosteneva: «Io non penso, io ascolto. Poi cerco un’incarnazione perfetta della parola…». Mi sembra proprio che i due bambini-coniglietti sappiano ascoltare, svuotarsi e accogliere la bellezza della natura intorno a loro.

I barattoli che preparano sono preziosi: lo sono per il presente, per la memoria, e perché anche se ancora non lo sanno li aiuteranno a colmare la distanza e a sopportare la nostalgia.

Prima ho detto che Luis e Iris non hanno un inverno da superare, è vero, però un giorno arriva una spiacevole notizia: la famiglia di Iris si trasferisce lontano e i due amici devono dirsi addio – troppo presto.

un barattolo di stelle

Allora, nella mancanza, impareranno a usare i barattoli per sentirsi vicini: raccoglieranno l’uno per l’altra i tesori delle proprie giornate e se li spediranno. Un barattolo di stelle, come svela il titolo, è infatti un barattolo che Iris riceve da Luis che una notte raccoglie per lei una pioggia di stelle cadenti.

Quel che vediamo nei risguardi invece è una pioggia di foglie, e sono verdi, verdine e gialle, come a suggerire la magia del vento, del cambiamento e del tempo che passa.

E vediamo, nelle prime pagine, Luis che le mette in barattolo, le foglie, perché sono ricordi semplici ma ispirano meraviglia – chi non ha notato che certe foglie assomigliano a mani, a pesci, a cuori? Anche le piume colleziona Luis, e i sassolini, quelli a forma di cuore.

i ricordi nei barattoli

In questo albo dal formato grande e rilegato ci sono pagine molto colorate e magiche.

Il rosso in particolare mi sembra una chiave, come se parlasse alla nostra profondità e fosse portatore di svolte. Sono rossi i fiori, per esempio, e lo sono il mare e il cielo come se si specchiassero uno nell’altro. Il cielo è rosso come lo sciroppo di amarene quando i due amici si incontrano la prima volta, e sarà rosso e scuro e senza luna quando a Luis verrà l’idea di raccogliere le stelle per mandarle a Iris – la scelta di inserire le stelle anche nel titolo però è tutta italiana, l’originale si mantiene su un più vago In a jar.

Vorrei copiare qui la dedica di Deborah Marcero, perché è così intrecciata al racconto da sembrarne la scintilla iniziale: Alle persone della mia vita che, al momento di separarsi, hanno pensato fosse troppo presto per dirsi addio.

E per concludere un augurio: in questo strano periodo di distanza forzata che ci riguarda tutti, di riempire barattoli: per ripensare ogni tanto alle cose belle che abbiamo vissuto, e per scambiarli con le persone alle quali vogliamo bene.

cielo splendido
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