La storia di Simon Biles, la ragazza che imparò a volare

Simon Biles è nata nel 1997 e oggi tutti la conoscono per essere non solo la ginnasta più famosa e brava al mondo ma anche per essersi ritirata dalle gare durante le recenti Olimpiadi di Tokyo.

Tra le sportive più attese e data come vincente assoluta nella sua specialità, Simon Biles, con il suo gesto inaspettato, ha messo i bisogni della persona prima di quelli dell’atleta, senza temere di mostrare al mondo le sue fragilità e portando in evidenza le tante pressioni a cui i campioni vengono sottoposti, pressioni ancor maggiori all’interno del contesto storico che stiamo attraversando.

La ragazza che imparò a volare – Storia di Simon Biles

di Viviana Mazza, ill. Elisa Macellari, Mondadori Ragazzi, 2020 – Età di lettura consigliata: dai 9/10 anni

Leggere in questi stessi giorni La ragazza che imparò a volare, di Viviana Mazza, è stata un’esperienza particolare, un po’ come vivere e poter meglio capire il senso profondo delle scelte della protagonista. Poterlo leggere con mia figlia è stato ancora più interessante perché ha permesso di costruire dei momenti di confronto e dialogo sul tema dello sport che mia figlia, come molti suoi coetanei adolescenti, spesso conosce negli aspetti più evidenti e superficiali, senza comprendere la complessità di un mondo che presenta molti chiaroscuri.

Ogni traguardo raggiunto ha alle spalle un percorso che non si basa sull’immediatezza del momento. Simone Biles vive un’infanzia difficile. Cresciuta dai nonni, impara presto che nella vita è indispensabile contare sulle proprie forze e reagire alle difficoltà. Per la sua piccola statura e il corpo robusto viene chiamata “il soldatino”. La sua energia è tanta e difficile da contenere, la ginnastica e gli allenamenti in palestra iniziano proprio per cercare di contenere una bambina dinamica. La scelta di dedicare tempo allo sport sembrava una buona idea.

Aimee, la sua prima allenatrice, si rende conto che c’è qualcosa di ben più particolare di una bambina incontenibile, una bambina che ha delle capacità eccezionali. A soli undici anni Simon Biles colleziona medaglie, una dietro l’altra, ma alle vittorie si succedono le cadute e i momenti di incertezza e sconforto non mancano.

Inizia un percorso lungo, ostico, fatto di esercizio e disciplina ferrea in cui ogni singolo esercizio viene scomposto per essere esaminato, capito, corretto nelle sue minime parti. La ginnastica è disciplina, eleganza, perfezione.

Tutto questo fa comprendere quanto sia caparbia e determinata Simon nel voler raggiungere i suoi obiettivi e aiuta a capire meglio l’atleta di oggi che non ha paura di mostrare la sua vulnerabilità. Una fragilità che può essere analizzata e affrontata per poi tornare a gareggiare e vincere perché in fondo, dal titolo di uno dei paragrafi del libro, fallisci solo quando smetti di tentare.

Simon dovrà compiere sedici anni per rendersi veramente conto delle sue abilità e prendere coscienza e consapevolezza del suo talento. Se prima vedeva intorno a sé ginnaste inarrivabili, ora lei è una di loro e le aspettative si alzano. Nel 2013, il suo primo Mondiale, nel 2016 le Olimpiadi di Rio. Grazie alle diciannove medaglie vinte tra Olimpiadi e Mondiali diventa la ginnasta più vincente di sempre negli Usa, neanche ventenne.

Quelle di Tokyo 2020 sono state Olimpiadi particolari perché rimandate di un anno a causa della pandemia. Per Simon, così come per moltissimi atleti, questo anno di attesa ha avuto conseguenze importanti. Sacrificio prolungato, ancora rinunce e, se a tutto questo si aggiungono le insicurezze, la paura, la solitudine, l’isolamento, non è difficile immaginare quanto possa essere dura dal punto di vista psicologico.

Nel momento in cui il libro è stato scritto Simon Biles non sapeva ancora se sarebbe riuscita a trovare la forza per gareggiare a Tokyo. Questa estate il mondo intero ha visto non solo la sua forza fisica ma anche il suo lato umano e la sua lealtà.

Il libro, edito da Mondadori nella collana dedicata ai ragazzi, è appassionante e coinvolgente. Può rientrare nel genere delle biografie riviste e adattate per i lettori più giovani. La scrittura è chiara e il lessico attento nel trasferire anche i momenti più delicati di questa storia. Oltre all’introduzione e alla divisione in brevi capitoli, ho trovato molto interessante, ricca e stimolante, una sezione dedicata alle fonti, che non sempre è presente in libri di questo genere. Apprezzabile anche una piccola appendice dedicata ad altre ginnaste famose, così da poter fare il giro del mondo in modo alquanto inusuale. La curiosità sarà certamente soddisfatta.

Ad accompagnare la storia ci sono le illustrazioni di Elisa Macellari, che compaiono nei momenti salienti del racconto. Immagini pulite, immediate, che si colorano di piccole pennellate di colore rosso: rosso fuoco, rosso passione, rosso determinazione come Simone Biles e la sua vita dedicata alla ginnastica.

Nel volume, scritto dalla giornalista Viviana Mazza, compare anche la drammatica cronaca legata alla vicenda del dottor Larry Nassar, medico della nazionale olimpica di ginnastica artistica condannato per abusi sessuali nei confronti di numerose atlete e ginnaste, tra cui la stessa Simone. Nassar è stato processato e condannato a un totale di 176 anni di reclusione, per aver abusato di più di 500 atlete durante le sue sedute.

A mio parere il caso viene riportato nel libro rompendo l’equilibrio della storia. L’aspetto della cronaca e la vocazione giornalistica dell’autrice probabilmente prevalgono rispetto alla volontà di soffermarsi sul percorso incredibile di una ragazza che rappresenta esempio di dedizione e ispirazione per quello che fa e trasmette.

Il caso viene riportato utilizzando un linguaggio adattato ai lettori più giovani e, probabilmente, l’autrice ha scelto di inserire questo aspetto con la volontà di lanciare un messaggio forte, incisivo e determinante rispetto a un tema, quello degli abusi e della violenza femminile, che merita di diventare insegnamento affinché si possa sempre denunciare. Credo, in ogni caso, che debba essere accompagnato nel momento della lettura, potendo diventare spunto di dialogo, stando attenti a non generalizzare o a negativizzare il mondo sportivo.

Viviana Mazza è giornalista del Corriere della Sera, dove scrive per la sezione esteri. Tra i suoi libri più conosciuti, Storia di Malala, Il bambino Nelson Mandela e Greta, la ragazza che sta cambiando il mondo.

Elisa Macellari è illustratrice freelance, nata a Perugia, vive a Milano e ha origini italo – thailandesi.

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