Le galline di Sonya | la cura, l’empatia, la gentilezza

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di Francesca Mignemi

Imbattersi in quest’albo è stata un’esperienza poetica per l’intensità della storia e la lirica delle immagini. Un libro prezioso, uno scrigno ricco di tesori, curato in ogni aspetto, dai risguardi finemente illustrati alla carta.

Le Galline di Sonya

di Phoebe Wahl, tradotto da Laura Tenorini, Natura e Cultura editrice, 2018
Età di lettura suggerita: dai 3 anni

Le galline di Sonya

Sonya vive con la sua famiglia in una fattoria e un giorno il suo papà tornando a casa le porge tre morbidi pulcini, chiedendole se ha voglia di occuparsene.
Lei non soltanto accetterà ma lo farà con estrema cura e tenerezza. Tra Sonya e i pulcini, presto divenute galline, il rapporto è addirittura empatico, la bambina ha cura di tenere in ordine e pulito il pollaio, le nutre e si accerta che la sera siano al caldo e soprattutto al sicuro. Ovviamente è ricambiata e le goffe gallinelle la seguono ovunque pigolando allegramente.

Il tempo scorre, le galline crescono sane e forti accudite da Sonya che, una mattina, troverà un dono in mezzo alla paglia: un uovo marrone e liscio.

“Sonya era una brava mamma per le sue galline”.

Le galline di Sonya, interno

Ma una sera accade qualcosa che sconvolgerà questo placido equilibrio.

Sonya è già a letto quando sente dei rumori preoccupanti all’esterno, decide dunque con gli occhi gonfi di sonno e tutto il coraggio di cui è capace di uscire nella notte buia per accertarsi che le sue galline stiano bene.

Che terribile scoperta quando si rende conto che una delle sue amate è sparita! Proprio quando il dolore le esplode nel cuore e nella testa e scoppia in lacrime, due braccia forti e rassicuranti la sollevano da terra. È il suo papà che le viene in aiuto e la riporta in casa, lasciando a Sonya il suo tempo per piangere le sue lacrime. Poi quando la bambina sfinita smette, ecco che inizia a raccontarle una storia.

Sonya e il suo papà

Il papà le spiega che sì, probabilmente, la volpe che vive nel bosco ha preso la sua gallina, e che quello che a lei sembra ingiusto non lo è per la volpe. La volpe ha dei cuccioli da sfamare e accudire e Sonya, seppure con il cuore rigonfio di dispiacere, comprende e accetta quello che dice il papà:

“Quindi, anche se per noi è una cosa triste, possiamo capire perché lo ha fatto.”

la volpe e i suoi cuccioli

La mattina successiva Sonya e la sua famiglia dispongono in giardino alcune pietre speciali in ricordo della gallina e la quotidianità, nonostante un velo di tristezza, riprende il suo tran-tran, sino al giorno in cui l’uovo marrone e liscio si schiuderà e la vita si rigenererà, riportando gioia alla bambina che prometterà di prendersi cura del pulcino appena nato!

Una storia che racconta l’empatia, l’accudimento, che prendersi cura dell’altro è una responsabilità oltre che una gioia. Sonya prende molto sul serio il proprio compito ma in fondo lei agisce su un modello che conosce, il suo modello familiare, dove ciascun componente si prende cura dell’altro nel rispetto della libertà di ognuno.

Quello che colpisce dell’albo è la sincerità e la gentilezza nel raccontare la vita che è fatta di gioie e dolori. Sonya deve attraversare il suo dolore e impara che ogni cosa ha un suo ordine, un preciso equilibrio, che esiste un ordine naturale delle cose. Nessuno si permette di sminuire la sua sofferenza e tanto meno di negarla, al contrario la famiglia la accompagna con rispetto e qualche rituale che conforta, come ad esempio trovare uno spazio della memoria in giardino per la gallina sacrificata.

Le illustrazioni a tecnica mista acquerelli, matite e collage sono intense e materiche, rapiscono e conducono dentro la storia, e così ci ritroviamo immersi nella natura, con il suo tempo lento che non significa pigro, dove tutto è rassicurante perché tutto ha significato e la vita è circolare.

In tutto l’albo si respira la libertà e il rispetto delle attitudini di ognuno, l’intimità con la natura, l’autenticità e probabilmente ciò è dovuto al fatto che l’autrice è cresciuta secondo i principi dell’Unschooling.

Alcune parole infine sulla magnifica traduzione di Laura Tenorini. L’uso sapiente della lingua italiana, la ricchezza e l’eleganza lessicale rendono certamente giustizia a un testo poetico che avrebbe potuto indurre all’utilizzo di un linguaggio vezzeggiato.

Un suggerimento: non strumentalizzate la storia, non lo riducete a libro sull’elaborazione del lutto. Lasciate invece che i bambini colgano quello che vogliono e leggano liberamente!


Puoi acquistare “Le galline di Sonya” in libreria o uno di questi store on line:

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Francesca Mignemi
Libraia appassionata di letteratura per l’infanzia, sono zia, ruolo che prendo molto sul serio! Promotrice della lettura, lettore volontario Nati per Leggere. Leggo sempre, amo parlare di libri e scriverne! Se mi chiedete di leggere a bambini e adulti io arrivo con una borsa di libri! Da bambina sognavo di diventare giudice minorile, lavorare in un’organizzazione non governativa a tutela dei diritti dell’infanzia, oltre che direttore d’orchestra e ballerina! Dopo un diploma in lingue, studio giurisprudenza poi nel 2000 decido che una delle mie passioni, i libri, diverrà il mio mestiere. Mi formo alla Scuola Librai UEM e seguo i corsi dell’Accademia Drosselmeier: Scuola per librai e giocattolai e centro studi letteratura per ragazzi. Da allora non ho mai smesso di studiare. Ho letto tutto (o quasi) su e di Rodari, Munari, Astrid Lindgren e Jane Austen.