Ma Orso ritornò | Una storia di amicizia e tenera perseveranza

Un albo illustrato sulla caparbietà e la voglia di diventare amici. Ma per farsi voler bene ci vuole tempo, gentilezza, fiducia e perseveranza

Un orso bussa alla porta di un bambino, stringendo nella zampa una valigia. Ma non è il benvenuto nella casa che ha scelto, anzi, gli viene detto educatamente di andarsene.

Il punto è che Orso ritorna, portando dei doni e anche un amico. Nuovamente, ma meno gentilmente, gli viene intimato di tornare nel suo bosco.

Orso però è un tipo cocciuto, quindi si ripresenta alla porta del bambino, che questa volta finge pure di non essere in casa.

Il cartello appeso fuori della porta

E così succede di nuovo il giorno seguente. E ancora. E ancora.
Le immagini di vita domestica, dai luminosi toni color pastello, ci rendono chiaramente visibile l’invadenza di Orso e il malcontento del bimbo che se lo ritrova sempre tra i piedi.

Il bambino, esasperato dalla quella presenza non gradita, caccia definitivamente e in malo modo il povero Orso.

orso ritorna con fenicottero

All’inizio il bimbo è estremamente soddisfatto di essersi liberato dell’ingombrante presenza di Orso, ma poi, giorno dopo giorno, l’assenza diventa mancanza e si fa strada in lui il desiderio di riaverlo con sé.

Orso gli manca. Inizia così una spasmodica e plateale ricerca, condivisa con tutta la sua città. Una ricerca fatta di attese e delusioni… ma anche di una sorpresa finale: il ritorno di Orso, a suggellare una ferrea amicizia.

Ma orso ritornò

L’albo illustrato edito da Sassi Junior, coi testi di Tammi Sauer e le illustrazioni di Dan Taylor, è veramente facile da amare. Il titolo in realtà è già indicativo di un finale che sarà sereno, perché preannuncia il buon esito del “viaggio” di Orso, ma la modalità in cui la storia viene narrata e illustrata non ha nulla di prevedibile.

Ma orso ritornò

Ho trovato divertente che ogni disegno portasse con sé un piccolo e divertente indizio aggiuntivo al testo, utile a “rimarcare” l’atteggiamento ostile del bambino, la stramba caparbietà di Orso che in maniera goffa e pasticciona vuole conquistare il piccolo umano, e, non da ultima, la tenerezza della caccia all’amico perduto, che finisce per coinvolgere tutti i bambini della città.

liberarsi degli orsi

Anche le parole suggeriscono al lettore l’evolversi di un rapporto affettivo tra i due protagonisti (da estranei ad amici) e il delinearsi della perdita: il bimbo e l’orso infatti non hanno un nome proprio che li identifichi, ma inizialmente “orso” è scritto con la lettera minuscola (ad indicare la specie, un orso qualunque tra tutti gli orsi del pianeta) poi, una volta fatta conoscenza con il piccolo, diventa “Orso”, scritto con l’iniziale in maiuscolo (perché diventa l’Orso del cuore, non un esemplare qualsiasi); inoltre, le parole non e mai sono scritte diversamente rispetto al resto del testo, in corsivo, a sottolineare l’arrivo di un punto di “non ritorno”.

Fortunatamente però il ritorno c’è ed è accompagnato da un felicissimo BENTORNATO, che appare totalmente in maiuscolo. Perché certe amicizie non ci lasciano mai e meritano sempre la migliore delle accoglienze.

l'amicizia tra il bambino e l'orso