Per mare: una poetica metafora della vita

di Alessandra Testa

Basta la prima pagina di Per mare, l’evocativo albo illustrato di Riccardo Bozzi ed Emiliano Ponzi uscito nel 2016 per Lapis, a conquistare il piccolo lettore.
Subito, in primo piano, a viaggio appena iniziato, affiora un enorme scoglio a forma di teschio.

Non perderti la nostra guida gratuita

Per mare, immagine del teschio

La grande distesa di acqua rappresenta la calma piatta. Poi, di fronte a quel veliero che avanza si fa largo più chiaramente che cosa è, e cosa rappresenta, il mare: l’immensità, un susseguirsi di giorni e notti apparentemente sempre uguali e all’improvviso, con le onde che si increspano (basta voltare pagina) l’imprevedibilità degli eventi.

Il mare è largo e rotondo.
Non ha spigoli, tranne qualche scoglio che bisogna saper evitare.

Davanti a chi legge (o ascolta) si materializza la grandezza della libertà: una sensazione di onnipotenza e, allo stesso tempo, il sublime terrore di non farcela da soli. Con gli scogli e i mostri spaventosi che rimandano al pericolo e alla necessità di tenere i piedi ben a terra.

mare in tempesta

Ad una lettura più approfondita, però, il viaggio fisico si fa introspettivo. E le paure che si annidano dentro l’animo umano sono riconoscibili anche agli occhi dei bambini. Che, fuor di metafora, capiscono immediatamente il valore della ciurma a bordo di un vascello senza nome né capitano. Nessuna anarchia, quella voglia tanto amata di fare e andare dove si vuole. Anzi. È un attimo sentirsi investiti di responsabilità e assaporare la necessità di capire come ci si comporta se a mancare è proprio chi dà la direzione.

Niente nome né capitano. La ciurma è molto fiera di queste due mancanze, ci informa Bozzi.
Con un testo asciutto, accompagnato da illustrazioni che oppongono bonaccia a tempesta, noia a sorpresa, il giornalista del Corriere della Sera sottolinea l’importanza dell’equipaggio e delle sue dinamiche. Fare squadra, dividersi i compiti e, ancora meglio, nel rispetto dei propri sguardi o punti di vista, alternarsi poliedricamente in ogni ruolo.
Perché, cari bambini – ma anche cari adulti –, in quel viaggio che è la vita tutti, tutti insieme, sono-devono-possono essere la mappa.

la ciurma

Probabilmente per questo, i marinai della nave non hanno volto. Si confondono, si perdono fra le ombre mentre fanno la loro parte al timone, alle sartie, son di vedetta o di corvée.
Anche la meta è poco importante. C’è naturalmente un tesoro da cercare, misterioso come detta la migliore tradizione della letteratura per ragazzi, ma non è necessario trovarlo.

“E una volta che troviamo il tesoro che ce ne faremo?”, dice uno.
“Che importa”, ribatte un altro, fissando il cielo.
“Non importa nemmeno trovarlo. L’importante è sapere che c’è”.

L’allegoria della vita, della ricerca di se stessi, si impone attraverso le immagini e i colori scelti da Ponzi, che ha disegnato anche per il New York Times, il New Yorker, Le Monde e La Repubblica. Il celeste per delineare la tranquillità, l’attesa, la noia, la speranza; le sfumature del nero per raffigurare la morte, la paura, ma anche l’operosità del lavoro e, infine, il rosso del tramonto, del fuoco, della passione, di un nuovo giorno e di una nuova destinazione.

il tesoro in mare

Albo dalle infinite possibilità di interpretazione, Per mare incarna l’archetipo del viaggio, un percorso poetico dedicato – come si legge nelle dediche apposte in seconda di copertina dagli autori – a chi continua a navigare nonostante tutto e al vuoto e al fischio del vento che ogni viaggio, o miraggio di esso, lascia dietro di sé.

 

Per mare

di Riccardo Bozzi, illustrazioni di Emiliano Ponzi, Lapis Edizioni, 2016
Età di lettura consigliata: dai 6 anni

copertina di Per mare➠ Lo puoi acquistare qui:

Non perderti la nostra guida gratuita
Alessandra Testa
Giornalista professionista, dopo dodici anni all'interno della redazione de "Il Domani di Bologna", che poi ha cessato le pubblicazioni, si occupa oggi di comunicazione interculturale e letteratura per l'infanzia. Redattrice di prodotti editoriali, tra i suoi ultimi progetti, un laboratorio di giornalismo e un concorso di fiabe per donne migranti.