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Tandem: libri per le prime prove di lettura autonoma

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Articolo scritto da Daniela Bagnato

Quanto orgoglio, quanta gioia ho percepito nelle parole di Lucia quando mi ha annunciato di aver iniziato a leggere a scuola! Vi ricordate la fatica fatta quando è toccato a voi? La mia mente ha rimosso tutto, ma guardando e ascoltando mia figlia mentre legge, sono sempre più consapevole del grande sforzo che compie nel pronunciare le sillabe e della concentrazione che questo comporta, tale da dimenticare ciò che ha appena detto.

A qualche settimana dalla grande notizia, ho notato che spesso ricorda le frasi già lette al mattino con la maestra, pertanto a casa, per evitare che la memoria abbia il sopravvento sull’impegno, le ho proposto di esercitarsi con brani diversi, facendo leva sulla voglia che ha di leggere da sola le sue storie preferite. Poi ho cercato in libreria tra le novità qualcosa che le sia di supporto per la prova che sta sostenendo, e ho optato per la nuovissima collana TANDEM della casa editrice “Il Castoro” con i suoi libri che ricordano, per le dimensioni e lo spessore, i quadernini che si usano a scuola. Sono maneggevoli, pratici con la copertina flessibile, lievemente gommata, quasi antiscivolo. Per chi volesse maggiori informazioni di carattere tecnico, sul sito Forkids trovate una bella intervista a Lodovica Cima, la curatrice del progetto, vi lascio il link.

Collana-Tandem_Il-Castoro

I primi titoli della Collana Tandem

Lo scorso gennaio sono usciti i primi quattro titoli “Nel paese delle parole”, “Aiuto, i grandi”, “Gli errori di coccodrillo” e “Martina e il suo cappello”. Quattro titoli per… otto storie! Sì, proprio così, perché ciascun libro si compone di due racconti che insieme danno vita ad una storia di più ampia portata. Da qui il nome della collana “Tandem” che viene raffigurato in alto a sinistra di ciascuna copertina con l’immagine di due bambini che pedalano sulla medesima bicicletta… due storie che viaggiano insieme. Mi è sembrata un’idea simpatica.

I due racconti presentano livelli di difficoltà diversi e crescenti “una storia piccola e piana per cominciare e una un po’ più lunga ed in salita per proseguire e da conquistare”, così recita la seconda di copertina, per sintetizzare l’impostazione di ciascun libro dove, nel primo caso, è stato utilizzato il carattere stampato maiuscolo e, nel secondo, quello minuscolo. Tuttavia per Lucia, che è alle primissime battute, la lettura della storia più breve è sembrata comunque impegnativa. Abbiamo rivisto a modo nostro l’idea del Tandem: una pagina la leggo io e una lei, adottando lo stesso criterio anche per il secondo racconto.

Gli errori di coccodrillo

Ci siamo buttate senza indugi su “Gli errori di coccodrillo”, scritto da Barbara Pumhosel e illustrato da Silvia Fabris, in cui si parla di viaggi, da casa a scuola, ogni giorno diversi, e degli incontri che si fanno lungo la strada.
Il giovane coccodrillo Crocco non perde l’occasione per osservare la natura, per cercare di fare capriole o sbirciare nella tana di qualche animale e inventare filastrocche con i compagni della scuola dello stagno.

Gli-errori-di-coccodrillo-composizioneIl ritmo è baldanzoso, segnato graficamente in modo simpatico da una riga tratteggiata che di pagina in pagina richiama il movimento di una foglia o lo svolazzare degli uccellini, delle farfalle e dà l’idea dei giochi dei bambini all’aria aperta.

Nel secondo racconto si ha un crescendo di suspense, con un vero e proprio climax narrativo: siamo rimaste con il naso incollato al libro nonostante la storia sia più lunga di quella precedente. La fervida fantasia del piccolo coccodrillo lo porta a distrarsi durante le lezioni, ad equivocare le parole inventandone di nuove, tanto da essere soprannominato dai compagni “errore”. Paradossalmente, proprio a causa di un equivoco, un arrogante e grosso coccodrillo che vuole allontanare gli scolari dalla scuola, lo scambia per un eroe, “di quelli con lo scudo e la spada, di quelli che sanno volare anche senza ali, di quelli sputafuoco….. supercoccodrilli…. spidercoccodrilli” per citare il testo. Il nemico si dà alla fuga, segue il riscatto del giovane Crocco.

Parole difficili sapientemente distribuite

Vi confesso che ho apprezzato la presenza di assonanze e di parole contenenti consonanti doppie che, per Lucia, sono faticose da “sentire” e inquadrare nel processo di sillabazione. Queste parole difficili sono sapientemente distribuite e incastonate nelle vicende narrate che non sviliscono l’originalità e la freschezza della storia stessa. Anche gli errori lessicali e di comprensione che si possono commettere storpiando le parole sono stati presentati a misura di bambino, in maniera divertente, giocosa, spontanea, senza forzature.

Errori di stampa?

A proposito di errori… non posso tacervelo: Lucia ha fatto una scoperta di cui va molto fiera: gli errori “di stampa”. Come già detto, ci siamo alternate nella lettura di ogni singola pagina. Dunque la prima pagina del racconto scritto in corsivo l’ho letta io, senza soffermarmi più di tanto sui singoli caratteri, sillabando le parole più complesse e avendo cura di rispettare le pause dettate dalla punteggiatura. La seconda pagina l’ha letta Lucia. Giunta alla parola “dif-fi-ci-le” ha tentennato un po’ ma l’ha pronunciata correttamente. Io l’ho ripetuta, pensando che la sua difficoltà fosse dovuta alla doppia “f” ma lei, più seria che mai, mi ha chiesto quante “i” ci fossero, ed io, candidamente, ho risposto: tre. Mi ha folgorata con queste parole: “mamma, su quella centrale non c’è il puntino. E’ un tranello?”, le ho risposto: “No, amore, è un errore di stampa.” Lei si è illuminata per la grandiosa scoperta ed è corsa a raccontare tutto al papà.
A guardar meglio, in realtà non si tratta di un vero errore perché nel corso della lettura abbiamo trovato altre parole dove la “i” che segue la “f” ha il puntino nascosto dal cappello della stessa “f”. Armate di penna, abbiamo ripassato tutti i puntini oscurati.

Martina e il suo cappello

La storia “Martina e il suo cappello”, con il testo di Sofia Gallo e le illustrazioni di Silvia Baroncelli, ha fatto breccia nel cuore di Lucia fin dalle prime battute. Garbata e delicata, affronta una argomento molto caro ai bambini: il proprio compleanno.

Martina-e-il-suo-cappello-tortaSi comincia dalla festa, una festa doppia in campagna dai nonni perché, oltre a Martina che compie i 6 anni, anche il nonno è nato lo stesso giorno e insieme raggiungono la bella cifra di 80 anni! I due festeggiati, dopo aver spento le candeline sono coinvolti nel divertente gioco dei regali nascosti: a turno, ad occhi chiusi, dovranno pescare i rispettivi regali nascosti in due scatoloni pieni di paglia. Un libro per Martina, un paio di occhiali per il nonno, e via di seguito fino a quando Martina trova un cappellino di paglia con il nastro rosso su cui la nonna ha aggiunto due roselline.

Martina-e-il-suo-cappello--composizione

 

A Lucia piacciono moltissimo le feste, durante la lettura era davvero emozionata e contenta, mi ha chiesto di organizzare anche per lei, in occasione del suo prossimo compleanno, il gioco dei regali.
Nel secondo racconto il cappello nuovo, a causa del vento che lo fa volare via, subisce svariate peripezie, s’impiglia tra i rami di un albero, cade nell’acqua del laghetto, e si rovina. Martina si lancia all’inseguimento senza riuscire ad afferrarlo, ed è accompagnata dai commenti canzonatori degli altri bambini sugli usi più improbabili del cappello che di volta in volta è un nido, una barchetta, una rete da pesca, un cestino. Arrivati a questo punto della storia mia figlia, identificatasi con la piccola Martina, non ha voluto che leggessimo oltre. Era irremovibile, profondamente sdegnata come se tutto fosse capitato a lei. Armata di molta pazienza, qualche giorno dopo l’ho convinta a proseguire e scoprire un tenero finale!

Un antefatto di cui vi voglio mettere a conoscenza

Il post di Daniela è finito (a scrivere ora sono io, Francesca). Dovete sapere che prima di pubblicare questo articolo ero indecisa. Avevo delle perplessità su questa nuova collana, le cui storie mi sono sembrate un po’ retoriche e poco attraenti per il pubblico, difficilissimo, a cui sono rivolte: bambini che stanno per compiere una conquista importante (la lettura autonoma) e che per questo andrebbero spronati a superare lo sforzo e invogliati con narrazioni irresistibili, audaci, trascinanti. Anche l’idea delle due storie affiancate mi sembrava traballante e poco convincente. Daniela però mi ha portato a ragionare su aspetti che non avevo considerato e le sue motivazioni mi sono sembrate forti e sincere. Ve le riporto perché sono certa che molti di voi potranno riconoscersi nelle sue “apprensioni” e giudicare questi libri adottando una prospettiva più ampia.

Ecco quello che Daniela mi ha scritto:

“Per Lucia parole quadrisillabe, o con sillabe composte (tipo: com-pren-de-re) sono difficili. Nel suo sillabario c’è una pagina con le cosiddette difficoltà e sono: Sca, sce, ghi, ghe, chi, che… Sono sillabe difficili da pronunciare, e da riconoscere.
Io penso che la differenza tra i due racconti in questa collana Tandem sia proprio dal punto di vista della grammatica e della sintassi. Queste storie possono anche essere spezzettate o massacrate che le interiorizzi ugualmente!
Ho comprato i due titoli dopo aver letto l’articolo su Forkids, trovando molto interessante l’idea che dietro al testo ci fosse “uno studio” sugli errori più frequenti nei bambini di prima/seconda elementare. Mi sono riconosciuta nel target. Lucia è lì. Davvero leggere non è semplice. Fare uscire suoni in sequenza credevo fosse una passeggiata e invece all’inizio non lo è. Certi suoni insieme non sono naturali: “GN” “GH” “CH” ecc. Un conto è dire e sillabare “gnomo”, un conto è dire e sillabare “sogno”.
Ma io non sono una maestra. Sono una mamma impaziente, ansiosa… e preoccupata che la figlia impari subito a leggere e comprendere un testo! Illusa che le due cose vadano di pari passo! Allarmata per la grandissima incapacità di comprensione che vedo tutti i giorni al lavoro: un vero analfabetismo dilagante!

Non voglio che Lucia sia così! Leggere e capire devono essere abilità che le siano naturali come respirare. È qui che sbaglio. Forse corro troppo. Le mie amiche dicono che le metto troppa pressione. Ma io penso che sia corretto insegnare le cose nel modo giusto fin da subito. Così noi l’alfabeto lo abbiamo studiato in tutte le quattro versioni (stampato maiuscolo, minuscolo, corsivo maiuscolo e minuscolo) da subito, imparando a riconoscere correttamente le quattro versioni differenti e non solo ripetendo a memoria per quattro volte A.
Così anche sillabare… Le ho comprato un gioco (“Sillabandia” di Creativamente) molto carino nel quale bisogna indovinare la corretta sillabazione delle parole: quelle semplici, quelle composte, quelle inverse!!! Non avevo fatto caso alla complessità della casistica!

Noi adulti diamo per scontato tutto ciò o non ricordiamo la nostra esperienza di primissima scolarizzazione. Ma per i bambini non è così e lei me lo dimostra tutti i giorni. Anche la difficoltà di scrivere bene le parole spesso è sottovaluta! E nel libro “Gli errori di coccodrillo”, se pur in modo leggero, invece è presa in considerazione!

Lucia confonde la F con la V, la M con la N, a volte la A con la E (solo le minuscole).

Cerco di farla leggere molto, di farle scrivere di più di quanto non le facciano fare a scuola (ho comprato dei quaderni solo per casa!) perché vorrei che non “tirasse via” mai. Non voglio che cresca con l’alibi tipico delle persone italiane “va bene comunque”!

Leggere racconti pensati in quest’ottica, per aiutare ad affrontare queste difficoltà, per essere di supporto al percorso scolastico, mi sembra una buona cosa. Il progetto l’ho trovato valido. Le storie parlano di argomenti che piacciono ai bimbi: compleanni, futuri mestieri, storie da inventare.

Lucia è bravissima, e migliora di giorno in giorno! Sono felice ma non abbasso la guardia!”.

Puoi acquistare i libri della Collana Tandem ai link seguenti:

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