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Un libro in quota

Progetto di avvicinamento alla montagna rivolto a bambini dai 18 mesi agli 8 anni

Ciao a tutti, inizio con il presentarmi. Mi chiamo Elena Ferri, sono la mamma di Nicola (5 anni), sono educatrice in un piccolo asilo nido, sono una grande appassionata di libri per la prima infanzia, di montagna e, da praticamente tutta la vita, sono socia del C.A.I. (Club Alpino Italiano).

Qualche anno fa ho deciso di unire tutti questi miei interessi iscrivendomi al corso gestito dal C.A.I. BG per diventare accompagnatrice Sezionale di Alpinismo Giovanile della sottosezione a cui appartengo, Brignano Gera d’Adda. Così è iniziata questa mia avventura: da subito mi è piaciuto lo spirito che caratterizza il gruppo di lavoro, attento al benessere dei più piccoli, al loro crescere in un ambiente affascinante come quello della montagna, che può essere misterioso, dolce e pericoloso tutto nella stessa giornata!

Con un amico abbiamo deciso di portare quindi un po’ di montagna ai bimbi della pianura. Pian piano si è creato un gruppo di aquilotti (così chiamiamo i nostri giovani camminatori) davvero frizzante e curioso, a tratti brontolone, ma sempre pronto a seguirci nelle nostre proposte. Durante ogni escursione ci siamo proposti di giocare con loro, di mandarli in autonomia alla scoperta di un aspetto caratteristico della zona visitata e di leggere loro una storia di montagna.

Elena Ferri
Elena Ferri

Un libro nello zaino non manca mai

Tutto questo però è rivolto solo ai ragazzi dagli 8 anni in su. E i piccolini? Spesso mamme che conosco grazie al mio lavoro di educatrice mi chiedono cosa fare la domenica con i loro figli e quando rispondo “Fatevi un bel giro in montagna” quasi sempre mi guardano stranite. La montagna può spaventare, lo so bene: la fatica della salita, la pesantezza dello zaino sulle spalle, il timore che i piccoli si annoino… soprattutto per noi gente di pianura. E allora mi sono proposta di pensare ad un modo per rendere questo luogo così apparentemente “difficile” un po’ più raggiungibile e, come spesso mi succede, il libro mi è venuto in aiuto.

Letture di Elena Ferri

Giocare alla montagna

Ho dato vita ad un percorso a cadenza mensile, gratuito (grazie al supporto della mia sottosezione C.A.I) rivolto ai bimbi – e alle loro famiglie- dai 18 mesi agli 8 anni, in cui il libro e la montagna fossero i protagonisti assoluti. Così da ormai un anno un giovedì al mese, alle 16,30, mi ritrovo con 13 bimbi e i loro adulti a giocare alla montagna.

Tutti gli incontri seguono una routine: canzone di benvenuto, breve descrizione del C.A.I (è la casa delle persone che amano la montagna), lettura ad alta voce in vari modi, attività manuale relativa alla lettura e merenda per tutti.

Petra

Il primo albo che ho deciso di proporre è stato Petra, di Marianna Coppo (Lapis Edizioni). Questo libro dai disegni semplici e delicati mi ha permesso di spiegare ai bambini quali sono le caratteristiche più importanti della montagna, il suo essere maestosa e imperturbabile, per poi ridimensionarsi a seconda del punto di vista dalla quale la si guarda e affronta.

Poi, ad ogni bambino è stato dato un sassolone (preso sulle rive del fiume Serio, a pochi passi dal nostro paese) e con le tempere e la fantasia ognuno ha dato vita alla propria Petra. Seguendo questo modo di lavorare, ho utilizzato diversi albi illustrati e non per far scoprire ai miei piccoli amici i tanti lati della montagna.

laboratorio con foglie

Per le attività pratiche ispirate dai libri ho scelto di utilizzare quanto più materiale di riciclo possibile, seguendo la politica ecologica intrapresa dalla sottosezione C.A.I.

Museo delle foglie cadute

Grazie al Museo delle foglie cadute di Antonio Catalano (ed. Artebambini) abbiamo scoperto la fotosintesi clorofilliana, le caratteristiche delle foglie, le loro sfumature e dato vita a vere e proprie opere di arte naturale.

Quando sarò grande (Jean Leroy, Matthew Maudet, ed. Babalibri) insieme alla storia di Valeria Celli Ildegardo lupo codardo (da me un pochino semplificata) ci hanno permesso di conoscere meglio il re del bosco, il lupo. In questa occasione ho utilizzato delle immagini proiettate a muro, al buio come nella storia di Ildegardo: un vero successo.

Le favole del bosco

Non sono albi illustrati, ma la semplicità delle storie in loro racchiuse mi ha permesso di proporle anche ad un pubblico di bambini così piccoli. Sto parlando di Le favole del bosco di Francesco Petretti (Diomedea studium) e delle Storie del bosco antico di Mauro Corona (Mondadori), grazie alle quali i bambini hanno scoperto il perché l’aquila, simbolo del C.A.I., abbia il becco adunco, perché il cuculo non faccia il nido (che abbiamo provveduto a creare noi con dei cartoni del latte) e come un esserino piccolo come la formica abbia il merito di far sbocciare il fiore della neve anno dopo anno.

Come scelgo i libri da portare in quota?

Per la scelta dei testi da utilizzare, seguo il filo delle stagioni, per far sentire ai bambini una vicinanza con il loro vissuto. Poi cerco di garantire sempre un’adeguata varietà, mostrando ai bimbi e alle loro famiglie che ogni libro ha la sua caratteristica, che formati diversi, tratti diversi del disegno vengono “letti” dai bambini in modo differente, né giusto né sbagliato, solo diverso. E alla fine tutta la magia mi ritorna come un regalo: i bimbi mi chiedono il titolo del libro e se ne conosco altri. E allora, per arricchire la nostra proposta, abbiamo deciso, con il direttivo della sottosezione, di pubblicare mensilmente sulla nostra pagina instagram @cai.brignano alcune letture dedicate alla montagna dei piccoli.

esempi di laboratori

La meraviglia del silenzio

Da ultimo mi piace sempre coinvolgere il territorio nelle mie proposte e allora ecco che, per esempio, per la lettura del mese di aprile ho deciso di coinvolgere niente meno che la popolazione del comune in cui abito (Lurano) e una mia amica un po’ speciale che ci ha preparato il profumo del bosco. Il testo proposto è stato La meraviglia del silenzio di Claudia Masioli (Macro Edizioni).

La meraviglia del silenzio

Vi racconto cosa è successo. Dopo la canzone di benvenuto, ho invitato adulti e bambini a sedersi in cerchio e ho spiegato loro che questa era una lettura per gente coraggiosa, capace di ascoltare in silenzio, di chiudere gli occhi all’occorrenza, di assaporare… le luci si sono abbassate e ho iniziato a leggere mostrando il libro al mio pubblico. Ad ogni pagina i miei preziosissimi aiutanti (Fiorenzo e Margherita, nonché il mio papà e la mia mamma) mi hanno aiutato a rendere vere e concrete le parole che leggevo: è partito il suono del silenzio del bosco, abbiamo reso reale il suo profumo con una ciotola di purpurei che abbiamo fatto annusare uno ad uno, abbiamo regalato il suo sapore facendo assaggiare del miele, abbiamo mostrato le forme proiettando ingrandimenti al microscopio di elementi del bosco come ali di insetto, fiocchi di neve, legno, fiori ecc, abbiamo fatto toccare la delicatezza del melo passando sui corpi dei teli di raso. Infine abbiamo piantato i semi della meraviglia descritti nel libro utilizzando le tazzine che alcune persone ci hanno regalato grazie ad un piccolo appello fatto online.

La meraviglia del silenzio

Credo da sempre nella potenza delle parole e nella curiosità dei bambini, mi piace dare loro semplici spunti dai quali partire e vedere come il loro entusiasmo e la loro creatività contagi anche gli adulti che stanno con loro. Tutto questo non sarebbe possibile senza il libro, punto di partenza per un numero infinito di viaggi ed esperienze da condividere insieme!

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