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Io aspetto, il famoso libro di Davide Calì

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Il conto alla rovescia è iniziato. La scuola è finita e la mia bambina non fa che chiedermi: quanto manca a Natale? Lo aspetta da quando abbiamo allestito l’albero e scritto la letterina. Ma ora ci siamo davvero… sul calendario dell’avvento illustrato che abbiamo acquistato da Radice Labirinto rimangono solo due disegni da appendere. I nonni di Ischia ci hanno raggiunto per festeggiare insieme e il pesce per il cenone della Vigilia è nel frigorifero.

Non ci resta che aspettare. Come ogni anno, a dicembre, aspettiamo che arrivi il Natale.

Ma nel corso della nostra esistenza, quante sono le attese che affrontiamo? Quante volte aspettiamo che accada qualcosa, che arrivi qualcuno, che si presenti un’occasione, che scoppi un sentimento, che si crei un’opportunità? Aspettiamo, e nel frattempo, sogniamo, desideriamo, speriamo, o agiamo per far sì che l’attesa non sia vana.

Di tutto questo, e di molto altro, parla il singolare albo che sto per presentarvi, un libro uscito per la prima volta in Francia 10 anni fa (titolo originale Moi, J’attends), e che finalmente, dopo aver fatto molto parlare di sé, ritorna in Italia grazie alla casa editrice Kite Edizioni.

Io aspetto

scritto da Davide Calì, illustrato da Serge Bloch, Kite Edizioni, 2015
Età di lettura consigliata: dai 5 anni

copertina di Io aspettoUn albo singolare sin dal formato: basso e largo come una lettera postale. Dal riquadro trasparente in cui si dovrebbe leggere il destinatario, sbuca invece il volto di un bambino che osserva, lì affacciato, e aspetta. Osserva il suo futuro, capiremo sfogliando il libro, e aspetta che si dipani come un lungo filo rosso in cui si intrecciano pensieri, desideri, emozioni, incontri.

Il libro comincia da un bambino che aspetta di crescere. Quella di diventare grande è davvero una delle volontà più intense che si hanno nell’infanzia. Il bambino tira il filo rosso perché vorrebbe allungarlo, vederlo crescere insieme a lui. Ma anche se desidera fortissimamente crescere, lui è pur sempre un bambino che aspetta con trepidazione il bacio della buonanotte, lì sulla guancia, per sentirsi sicuro.

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Da bambini si aspetta con apprensione che il dolce sia pronto o che la pioggia passi per precipitarsi fuori a giocare. E si aspetta che arrivi il Natale, come mia figlia Ilaria, che scalpita da giorni all’idea della festa e dei regali.

cover di Io aspetto

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Poi, da grandi, le attese cambiano, ciò che prima sembrava urgente, assume contorni più sfumati, mentre saltano alla ribalta nuove necessità: incontrare l’amore per la prima volta, provarlo di nuovo, ritrovarsi dopo le fatiche e le asperità della vita, unirsi in matrimonio, aspettare un bambino…

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La bravura di Davide Calì, che con questo libro si è guadagnato un successo internazionale, è proprio quella di essere riuscito a porre in evidenza, fra le migliaia possibili, le attese più importanti di una vita, quelle che riescono a darle un senso, e a scandirne il ritmo. La bravura di Serge Bloch è quella di aver trovato un efficace espediente visivo, il filo rosso, per tenere unite le tante situazioni raccontate.

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Testi dotati di sintesi e incisività, illustrazioni scarne e ironiche in bianco e nero, un filo rosso che si allunga, si attorciglia su stesso, si tira o si spezza, si flette in base agli stati d’animo e alle pieghe che prende la vita: sono questi gli elementi che caratterizzano l’albo e che lo rendono speciale. Pochi e decisivi elementi che, magistralmente, riescono a descrivere sentimenti universali, la gioia e il dolore, la malattia, la speranza.

Io aspetto è uno di quei libri che piacciono anche agli adulti, perché in esso si riconoscono e possono scorgere stratificati livelli di lettura. Uno di quei libri che sicuramente piacciono anche ai bambini, per la sua accessibilità e per l’onestà con cui è stato scritto e illustrato.

Io aspetto ha vinto il prestigioso Prix Baobab nel 2005, è stato tradotto in tutto il mondo e tirato in centinaia di migliaia di copie.

Per festeggiare i 10 anni dall’uscita, Davide Calì ha chiesto ad alcuni amici illustratori di realizzare una tavola come omaggio alla storia che tanta fortuna gli ha portato. Ecco alcuni dei disegni che sono arrivati e che sono stati raccolti sulla pagina Facebook di Kite Edizioni:

Da sinistra: illustrazioni di Monica Barengo, Christine Roussey, Audrej Calleja, Alice Lotti, Federico Appel, Gilbert Legrand
Da sinistra: illustrazioni di Monica Barengo, Christine Roussey, Audrej Calleja, Alice Lotti, Federico Appel, Gilbert Legrand

Il libro si può acquistare on line anche al seguente link:

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