A scuola con gli albi – Intervista ad Antonella Capetti, la maestra dei libri

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Annunciato dall’editore Topipittori prima della pausa estiva, e arrivato puntualmente sugli scaffali delle librerie a pochi giorni dall’avvio dell’anno scolastico, “A scuola con gli albi“, scritto dalla maestra Antonella Capetti, era un saggio molto atteso dalle insegnanti e dagli insegnanti, sempre più numerosi, che seguono il lavoro di Antonella da tempo attraverso il blog Apedario. Un libro atteso anche da tutti coloro che amano gli albi illustrati e li considerano dei mezzi potentissimi per nutrire di bellezza e meraviglia la vita dei bambini, straordinari strumenti per la loro crescita, emotiva, cognitiva, culturale e sociale.

A scuola con gli albi

In questo saggio, il primo della collana “i topi saggi”, dedicata alla saggistica sui libri per ragazziAntonella apre la porta delle sue classi e racconta senza risparmiarsi la sua proposta educativa, il suo modo di fare scuola, che si fonda sulla lettura quotidiana in classe di albi illustrati e testi poetici, da cui partire non solo per imparare a leggere e a scrivere correttamente, ma per favorire la riflessione, la comprensione, la condivisione, lo sviluppo di un pensiero personale e critico.

In queste eleganti pagine si trovano innumerevoli spunti pratici, percorsi, suggestioni per proporre ai bambini attività didattiche che prendono le mosse dalla più bella letteratura a loro dedicata, e in più suggerimenti bibliografici di alto livello, proposte tematiche, idee e pensieri rispettosi dell’infanzia che, ne sono certa, spingeranno molti educatori e genitori a volersi mettere alla prova lasciandosi ispirare dal lavoro di Antonella.

Antonella Capetti
Antonella Capetti

“È stato un grande lavoro che ha impegnato tutti: l’autrice e noi editori; Anna Martinucci che ha curato la complicata grafica del volume con grande perizia e intelligenza; Francesca Cogoni che ha curato l’editing insieme a me, e ha condotto la ricerca iconografica; Elisabetta Creamschi che ha fornito un’importante consulenza bibliografica”
(Giovanna Zoboli).

Intervista ad Antonella Capetti, autrice di “A scuola con gli albi”

Ho raggiunto Antonella Capetti via skype a fine agosto e quella che trovate di seguito è la sintesi della nostra conversazione. Ho usato non a caso la parola “sintesi”, perché Antonella è vulcanica, loquace, allegra, coinvolgente. E parlerebbe per ore del suo lavoro, dei bambini e della sua passione per la letteratura per l’infanzia.

Come è avvenuto il passaggio dal blog al libro?

In realtà Apedario originariamente è nato come idea per un libro, perché già nel 2012-2013, in previsione della futura prima che avrei avuto, avevo cominciato a scrivere una bibliografia suddivisa per temi (per ogni lettera dell’alfabeto avevo abbinato un’attività che si poteva fare in prima).

Da insegnante propendo sempre, anche nella scelta del libro di testo, per libri che ragionino per temi e non per generi o fasce d’età, poiché queste suddivisioni mi sembrano superate, troppo selettive e non sempre adeguate.

Avevo scritto questa bibliografia, che poi avevo strutturato in capitoli, e l’avevo spedita a una casa editrice specializzata in scolastica e in educazione. Loro mi hanno detto che sarebbero stati eventualmente disponibili a pubblicarla in una collana a pagamento. Al che ho rifiutato, pensando che se un editore non crede a sufficienza nel tuo lavoro da non essere lui a pagare, allora vuol dire che qualcosa non va.

pagine interne di A scuola con gli albi

E poi cosa hai fatto? Hai proposto il tuo lavoro ad altri?

Quello era un periodo di grande fermento sul web, in cui vedevo nascere diversi blog, e mi sono chiesta: perché pagare per qualcosa che posso far conoscere gratuitamente on line?

Credo che la grande fortuna di Apedario sia stata proprio quella di non nascere come libro, ma come blog, per raggiungere molte più persone. E i Topipittori hanno contribuito moltissimo a questa diffusione, perché spesso condividevano i miei post e si mostravano interessati alla mia attività. Io in effetti usavo molto i loro albi illustrati a scuola, insieme a quelli di Babalibri. Cinque anni fa erano loro i miei editori di riferimento. Ancora non conoscevo Terre di Mezzo, per esempio, che col tempo è diventato un altro dei miei preferiti.

Apedario è notevolmente cresciuto negli anni. La pagina Facebook è stata un’ulteriore spinta, che mi ha permesso di arrivare a molti insegnanti che condividevano i miei post sui gruppi che frequentavano.

A scuola con gli albi

On line sei molto conosciuta e stimata: sei popolare anche nella tua scuola, tra i colleghi che frequenti ogni giorno?

Diciamo che ho un carattere faticoso da gestire… Mia madre me lo dice spesso: tu vuoi fare la maestra con tutti, non solo con i bambini! Nei due plessi in cui lavoro, abbiamo competenze, personalità e stili didattici diversissimi tra loro, ma mi sembra che ci sia un grande rispetto tra colleghi e un’autonomia didattica tutelata.

Io non saprei insegnare in un altro modo e ho la grande fortuna di poter trasferire la mia passione per gli albi illustrati in ciò che faccio ogni giorno… pur essendo consapevole che il mio approccio didattico e all’educazione possa essere imperfetto, e non sempre efficace. Sono la prima a mettermi in discussione e mi chiedo sempre quanto il mio lavoro sia migliorabile.

Quando è nato il saggio “A scuola con gli albi”?

Nella mia testa, come dicevo, il libro è nato tanto tempo fa. Paolo Canton mi ha chiesto di scriverlo intorno a maggio-giugno del 2016, seguendo un approccio molto pratico sulla scia di quanto facevo su Apedario.

Per quanto ci hai lavorato?

Da luglio 2016 a settembre 2017. Poco più di un anno. Occupandomene prevalentemente nei fine settimana e in estate, quando non ero impegnata nell’insegnamento.

A scuola con gli albi

L’editore ti aveva dato un termine per la consegna?

No, ero io che fremevo! I Topipittori sono stati molto rispettosi dei miei tempi e del mio lavoro. Mi hanno sempre detto: quando sei pronta tu! Ma io non volevo lasciar passare troppi mesi perché avevo un’enorme paura: per me quello che stavo scrivendo era già vecchio, perché l’avevo già applicato tre, quattro, cinque anni fa. E nel frattempo sono cambiata io, sono cambiati i bambini, le mie proposte sono diverse. Mi chiedevo se cose fatte anni prima potessero ancora interessare… ma in realtà sono stata rassicurata in questo senso. Elisabetta Cremaschi, che è stata una consulente preziosa per la scelta dei titoli suggeriti nelle bibliografie che accompagnano il saggio, mi ha detto: è vecchio per te ma è nuovo per gli altri!

A chi è rivolto il saggio?

È un manuale molto pratico, che racconta dettagliatamente il mio approccio didattico attraverso gli albi illustrati, lasciando spazio anche a mie riflessioni e considerazioni sulla scuola e sull’educazione. Non è rivolto a esperti o operatori del settore, ma a chi desidera conoscere da vicino il mio stile di insegnamento, ne condivide le finalità e magari è alla ricerca di nuovi stimoli per il suo lavoro.

A scuola con gli albi

L’anno scolastico è agli inizi e quest’anno ricomincerai con nuove classi di prima. Come accoglierai i bambini, con quali libri?

I tre libri che ho scelto e che faranno da guida sono: “Storia piccola” (Topipittori, 2015), che leggeremo all’incontro con i genitori, con il quale vorrei incoraggiarli ad augurare buon viaggio ai propri figli; poi “Uno come Antonio” (Il Castoro, 2018), che sarà il primo compito che assegnerò ai genitori, perché mi piacerebbe che scrivessero qualcosa di particolare che i loro bambini fanno, per aiutarci a conoscerli un po’ meglio; e infine “Björn. Sei storie da orso” (Terre di Mezzo, 2018), di cui mi sono follemente innamorata, che contiene moltissimi temi da sviscerare, tra cui il “prendersi cura”, che costituisce il filo conduttore del progetto annuale che la nostra scuola porterà avanti quest’anno.

Ti lancio una provocazione: ti capita mai di pensare che, per alcuni bambini, questo impiego didattico degli albi illustrati possa scoraggiare un interesse e un piacere verso la lettura autentico, libero da aspettative, compiti e richieste da parte dell’insegnante?

Sorrido perché questa provocazione in realtà mi è stata già rivolta da due persone, che non sono insegnanti (agli insegnanti va benissimo l’uso didattico dei libri e non mi porrebbero mai una domanda del genere!): una è Carla Ghisalberti, esperta di letteratura per l’infanzia e mio assoluto punto di riferimento in questo ambito, e l’altra è Filomena Grimaldi, libraia della libreria Controvento di Telese Terme, in provincia di Benevento.
È un rischio reale e che so benissimo di correre, d’altra parte faccio la maestra. È vero che io pratico la lettura per poi avere delle ricadute didattiche, ma è altrettanto vero che i bambini hanno così la possibilità di entrare in contatto con illustrazioni e testi meravigliosi.
Non è un caso che l’unico momento in cui in classe si genera un silenzio perfetto è proprio quando leggo. E non è raro. È una cosa magica. Fa niente che poi i bambini sanno che dopo dovranno scrivere, disegnare o ragionarci sopra… intanto quel momento lì è gratuito.

Antonella Capetti Antonella Capetti è stata maestra di scuola dell’infanzia per diciassette anni. Dal 2004 insegna italiano alla primaria. Nel 2013 ha aperto il blog Apedario, nel quale racconta le attività che porta avanti quotidianamente con i suoi alunni ispirate alla lettura dei più bei albi illustrati. Antonella è anche autrice di libri per bambini (tra cui Il salone di bellezza, La Margherita, 2015, Che bello!, Topipittori, 2017, e Un posto perfetto, Topipittori, 2018), e ha pubblicato due volumi che raccolgono le poesie scritte dai suoi giovani studenti, Io potrei essere tutto (2016), e Dentro le quinte (2018).

Potete leggere per intero l’introduzione al saggio “A scuola con gli albi”, anticipata da una prefazione di Giovanna Zoboli, cliccando su questo link.

A scuola con gli albi” è in vendita nelle librerie fisiche e in quelle on line.

Se decidete di acquistarlo su internet, potete farlo su uno di questi store:

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