L’esperienza di Bibli-os’: una biblioteca per bambini in ospedale

Dal 2010 l’associazione Bibli-os’, presieduta da Ilaria Gandolfi, ex libraia ed esperta di libri per bambini e ragazzi, ha creato una biblioteca per i bambini ricoverati al reparto Pediatria d’Urgenza del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna.

Una biblioteca che oggi raccoglie quasi duemila titoli, liberamente donati da case editrici e privati, ospitata in una sala della scuola ospedaliera, ma che all’occorrenza si sposta e “viaggia” su ruote per arrivare nelle stanze dei piccoli degenti e trasformare il tempo doloroso e spesso noioso del ricovero, in un tempo più sereno, popolato da storie, personaggi, mondi fantastici.

Scrive Ilaria Gandolfi nella pagina dell’associazione:

“Crediamo nel potere della lettura. Scegliamo libri belli e interessanti, li proponiamo ai bambini, li leggiamo insieme a loro, li prestiamo, organizziamo letture animate anche nelle stanze, per i bambini che non si possono alzare”.

L’attività di Bibli-os’ è resa possibile grazie al lavoro, alla passione, alla generosità di un gruppo di 20 volontarie (oggi solo esclusivamente donne) composto da bibliotecarie, insegnanti in pensione, mamme, collaboratrici di case editrici che, dopo aver seguito un corso di formazione incentrato non solo sulla letteratura per l’infanzia ma anche sulla conoscenza delle dinamiche ospedaliere e delle relazioni umane, garantisce sempre la presenza di almeno due persone per coprire i turni della giornata, quello della mattina e quello pomeridiano.

le volontarie di bibli-os

Qualche settimana fa ho raggiunto telefonicamente Ilaria Gandolfi per farmi raccontare tutto di Bibli-os’ e per esprimerle la mia gratitudine per il servizio che lei e le sue collaboratrici portano avanti. Quella che state per leggere è l’intervista che mi ha rilasciato.

Bibli-os esempi di letture

Come nasce Bibli-os’?

“Il progetto prende vita e spunto da altre realtà ed esperienze già consolidate in altre strutture ospedaliere della Toscana (il Meyer di Firenze) e dell’Emilia-Romagna (il Policlinico di Modena). Una sera ho digitato al computer “libri-bambini-letture-ospedale”. Ho visto che a Bologna non c’era nulla, mentre in Toscana, per esempio, uscivano venti biblioteche ospedaliere nei reparti pediatrici e per adulti. Così siamo andate a vedere cosa facevano e come funzionavano le realtà già esistenti, che sono state con noi meravigliose e ci hanno aperto le porte, facendoci entrare nella loro quotidianità e rendendoci partecipi anche dei problemi affrontati. A noi è servito moltissimo. Guardavamo con occhio critico e capivamo quello che non avremmo dovuto mai fare. Devo ringraziare per questo Paola Di Gioacchino e Maria Baiada del Meyer, e Rita Borghi di Modena”.

Come ha accolto la tua proposta il Policlinico Sant’Orsola?

“Ho fatto una chiacchierata con l’allora direttore della pediatria d’urgenza professor Filippo Bernardi, che si è dimostrato disponibile e aperto. Senza di lui Bibli-os’ non sarebbe mai nato!”.

Com’è strutturata la biblioteca all’interno dell’ospedale?

“Credo che la formula vincente sia stata quella di non aver mai preteso nulla, né spazi per noi, né riconoscimenti. In fondo noi portavamo dei libri, non occupavamo un territorio. Bibli-os’ condivide una stanza dove c’è la scuola ospedaliera.

le volontarie di Bibli-os

Come avete costruito il vostro scaffale di libri?

Per la fornitura abbiamo semplicemente messo a conoscenza le case editrici del nostro progetto e molte di loro hanno avuto piacere a partecipare: Salani, Mondadori, EL, Emme edizioni, Babalibri e altre. Non servono grandi numeri, ma servono i libri giusti. Sian partiti con poco, 240 titoli tra i libri delle mie tre figlie e quelli inviati dagli editori.

Com’è organizzata la biblioteca?

Abbiamo seguito i consigli di Modena e Firenze. Abbiamo scelto gli stessi arredi del Meyer, comodi, a misura di bambino, funzionali. Abbiamo suddiviso il nostro turno in quattro ore giornaliere: due ore ci spostiamo con lo scaffale volante, con le ruote, accattivante, uno scaffale con due lati dai quali il bambino pesca i libri.
La mattina lasciamo la stanza alla maestra che può tenere la sua lezione tranquilla, e andiamo con lo scaffale volante a portare libri ai bambini. Carichiamo la piccola biblioteca mobile con i nostri libri preferiti e poi andiamo in giro nei reparti con cui abbiamo la convenzione, che sono pediatria d’urgenza (dove c’è la biblioteca), chirurgia pediatrica, specialistica e pronto soccorso.

scaffale volante

Quando vediamo che un bimbo o la mamma gradiscono una lettura, una delle due volontarie si trattiene per leggere dove serve. Al pomeriggio facciamo solo letture ad alta voce e laboratori con i libri nella sala dove c’è la biblioteca.

Come rispondono i bambini e i genitori?

“Il nostro è un approccio discreto e mai invasivo. Lo spazio in cui ci muoviamo è quello vitale dei genitori con i bambini. L’unico che hanno a disposizione per fare una telefonata, per guardare la tv, per starsene tra di loro. Entriamo in punta di piedi, perché non vogliamo imporre quello che facciamo ma desideriamo che sia cercato. Dunque apriamo i libri, li scegliamo, li sfogliamo e c’è sempre qualche bambino che per primo si avvicina curioso. Solitamente, nel giro di mezz’ora, ci raggiungono anche gli altri, lasciando tv o telefonini…”.

Quanti libri avete dato in prestito?

“Fino a oggi 18mila! Ma sono solo quelli che siamo riusciti a riportare nel nostro database. Sicuramente molti ce ne sono sfuggiti. In media incontriamo 75 bambini ricoverati al giorno e leggiamo spesso anche ai fratellini. Anche loro stanno vivendo un momento difficile, con la mamma e il fratello lontani da casa.

Poco tempo fa è andata via una bimba di 3 anni che in ospedale aveva letto 34 libri! Al momento di salutarci mi ha chiesto l’attestato in cui erano elencati tutti i titoli che aveva scelto e in cui c’è un bel timbro di Bibli-os’.
Alcune volte i bambini stanno talmente bene, si divertono con i libri, che non vogliono più andar via dalla saletta e piangono. Riusciamo a contagiarli.

Quello che cerchiamo di fare è dare attenzione alla persona che abbiamo davanti attraverso un libro. Spesso non è la storia che leggi, a volte non si fa neanche in tempo a finirla, ma il fatto che sei stata lì, con loro, a metterti in gioco. Loro sono riconoscenti di questo, perché prestiamo attenzione alle loro necessità”.

Quali libri sono maggiormente richiesti?

Considerando che il nostro target primario è quello dei piccoli (0-6 anni) e piccolissimi (0-3 anni), i libri più prestati sono i cartonati. In assoluto il più ambito è un libretto sui dinosauri. E vanno tantissimo anche i libri sonori e i libri con cd di musica classica, molto cercati dalle mamme. Poi i libri di filastrocche e i titoli suggeriti da Nati per Leggere (quelli delle facce, per esempio, vanno letteralmente a ruba).

Salendo ancora con l’età si va sugli albi illustrati, per esempio “Il ciuccio di Nina”(Il Castoro) piace molto. In generale vengono richiesti libri sulla vita quotidiana in cui i bambini si riconoscono, e quelli che favoriscono l’interazione tra mamma e figlio, come “Morsicotti” (Zoolibri). Più l’età avanza e più e si riesce a consigliare albi illustrati che piacciono maggiormente a noi!”.

Perché credete sia importante portare i libri all’interno dell’ospedale?

“Il libro è un ottimo alleato, annulla le barriere e ogni differenza di nazionalità, ceto sociale, patologia. È quello che ogni ospedale dovrebbe avere. Il bambino è costretto a stare tranquillo, è allettato, non può fare chissà che. Il libro è un compagno. E in più se si riesce a capire l’indole del piccolo e della mamma, si possono suggerire letture più mirate.

Quando leggiamo ai bambini, il loro umore cambia. Con le letture simpatiche si ride. Per noi è importante che in quei momenti difficili ci sia un sollievo e un divertimento dato dai libri.

Incontrate qualche difficoltà nella vostra attività?

“Una difficoltà è la poca conoscenza che l’adulto ha del potere dei libri e della lettura. Alcuni hanno resistenze e ci dicono “no, mio figlio non legge, non sa leggere”. Noi rispettiamo tutti ma cerchiamo di aprire una strada e di mostrar loro che la lettura di un buon libro ha solo ricadute positive. Ad un’iniziale diffidenza, corrisponde una successiva fase di apertura e di curiosità.

Avendo oggi tanti titoli (quasi 2mila), le mamme vengono a prenderli come se fossero al negozio, a sceglierli, a cambiarli. Questo è il nostro sogno! Noi non vogliamo sostituirci ai genitori o erudire qualcuno o avere bambini più intelligenti o tutti che leggono… no, il nostro intento è fornire lo strumento, dare qualcosa che poi invogli a continuare da soli”.

La biblioteca Bibli-os’ si trova all’interno della Clinica Pediatrica Gozzadini, Ospedale Sant’Orsola, Reparto Pediatria d’Urgenza, Pad. 13, primo piano. Se qualcuno è interessato a ripetere l’esperienza di Bibli-os’ nella sua realtà, Ilaria Gandolfi è disponibile ad aprire le sue porte e a spiegare tutto.

Per sapere come diventare volontari o come associarsi, mandare un’email a: info@biblios.it.

Per tutte le informazioni: 
sito http://www.biblios.it/
email info@biblios.it
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