Due app per creare video e piccole storie

16 Condivisioni

di Giulia Natale

In sette anni di premi, il Bologna Ragazzi Digital Award ci ha abituati a entusiasmanti trasposizioni dal cartaceo al digitale (Minibombo), a originali progetti grafici (Double Double di Menena Cottin), a mondi concentrici da esplorare con gli zoom (David Wiesner’s Spot) fino a esperienze di gioco intelligenti basate sulla contaminazione tra disegni, forme e significati (Oh! The magic drawing app).

Segnalazioni sempre preziose per il pubblico che, di volta in volta, le ha accolte per leggere, apprendere, giocare e per aprirsi alla varietà letteraria interattiva.

Non era ancora accaduto, come invece quest’anno, che fosse attribuita una Menzione Speciale ad un’app che potremmo definire “di servizio”, che mette cioè i bambini e i ragazzi nella condizione di preparare, confezionare ed esportare direttamente contenuti.

MOVIE MAKER FOR KIDS

Movie Studio

Si tratta di Movie Maker For Kids su Appstore (al prezzo di 3,99 €), app per costruire piccoli film animati, di Fox & Sheep, editori digitali noti per la qualità delle loro book app rivolte alla fascia 2-8 anni, dai memorabili personaggi e i gustosi stratagemmi narrativi.
In generale, le app di alta qualità sono ben fruibili dai bambini sia affiancati da un adulto sia in autonomia; il fatto che in questo caso si tratti di uno strumento di cui fruire in modo autonomo, e non di un contenuto, rende Movie Maker particolarmente interessante, vediamo quindi come è strutturata.

Movie Maker

E’ rivolta alla fascia prescolare o poco più, l’interfaccia è semplice: tre le grandi e colorate icone di partenza che consentono di selezionare:

  • i protagonisti del film (ad esempio pompieri, animali, mezzi di trasporto…)
  • l’ambientazione (paesaggio urbano, campo di fiori, pattern…)
  • colonna sonora (romantica, mixata…).

Quando i personaggi e la musica sono stati inseriti nello sfondo prescelto, con un semplice touch, dalla tavola successiva è possibile innescare il film che altro non è se non la registrazione dell’interattività che il bambino-utente sviluppa sui personaggi, di come li sposta sullo sfondo, di come riesce a farli dialogare tramite gli spostamenti stessi o tramite l’inserimento di cuori, stelle e scritte e del valore che riesce a conferire a questo corredo di elementi a fini narrativi.

Senza forse averne percezione, il bambino crea una relazione fra i protagonisti che si traduce nella creazione di una piccola video storia.
Dalla mia osservazione, sebbene limitata a una decina di bambini che hanno testato l’app, emerge un dato notevole: i bambini tendono a non chiedere aiuto per comprendere il funzionamento dell’app, preferiscono sperimentare, provare, sbagliare e riprovare ma, in generale, desiderano fare da soli, preferiscono sentirsi svincolati dall’intervento della figura dell’adulto competente per riservarsi la soddisfazione di sottoporgli poi la visione della loro produzione.

L’app chiude il suo circolo virtuoso consentendo di condividere il video sui social o via mail a beneficio di parenti o amici che potranno vedere il racconto pseudo cinematografico del bambino-regista.
Ciak si gira, fatevi ispirare!

CLIPS

L’ambiente di utilizzo “bambinesco” apparirà troppo naif ai bambini del secondo ciclo della primaria così come ai ragazzini della secondaria. Per non deludere le loro velleità cinematografiche e tecnologiche, consiglio l’utilizzo dell’app Clips, pensata per montare video, disponibile su AppStore e gratuita.

E’ snella e funzionale con un unico pulsante Inizia da tenere premuto per registrare o per scattare foto.
Con l’app si raccoglie tutto il materiale che poi andrà a comporre il video finale; si possono inserire foto e musica (da scaricare dalla libreria), si può personalizzare il video con emoij, filtri e fumetti, c’è lo spazio per inserire testo e la modalità di registrazione dal vivo.

Clips

Ma a cosa serve un’app di questo tipo?

I ragazzi sono veloci, capiscono dopo pochi tentativi l’utilizzo di tecnologie intuitive; più difficilmente immaginano come avvalersi di questo strumento per i contenuti (oltre a filmarsi fra amici).

A me sembra che uno degli impieghi più naturali sia la gita di classe o il resoconto di una giornata speciale a scuola, o di una visita didattica, alla quale talvolta rispondono con scarso entusiasmo.

Immaginiamo con quale diversa disposizione d’animo potrebbero visitare un museo o riassumere una visita a monumenti e palazzi, se potessero usare questo strumento per creare la loro personale esperienza di visita con un linguaggio che sentono familiare e che li rappresenta!

Clips 2

Potrebbero costruire il racconto della gita dalla mattina alla sera filmando i momenti salienti, inserendo foto scattate in loco a dettagli, brevi video sul pullman, inserendo le foto dei professori e sovrapponendo i loro nomi e i commenti, associando foto di gruppo e informazioni sui monumenti, incorporando la registrazione mentre cantano o applicando le faccine gialle ad indicare gli stati d’animo e i fumetti.

Prima di assemblare tutto il materiale per il video-racconto, naturalmente, è necessario progettare il montaggio, immaginare lo sviluppo, ed è lì che è indispensabile la presenza dell’insegnante. Questo tipo di app combinata a questo genere di contenuti può rivelarsi un mezzo per integrare le competenze di professori e ragazzi per un racconto di classe con buona soddisfazione di tutti, moderno, originale, espressione di creatività e di complicità ed anche condivisibile sui social (a vantaggio dei compagni delle altre classi).

Buona gita d’arte e buon lavoro con la tecnologia!

16 Condivisioni