Kro&Kra uguali ma diversi: l’ottimismo è magia

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di Alessandra Testa

I bambini ci guardano, ci ascoltano, ci imitano.
E, allora, qualunque cosa succeda, qualunque difficoltà, meglio affrontarla col sorriso, seppur tirato, dell’ottimismo.
Se vedranno che noi non demordiamo, che ci proviamo sempre a guardare al lato positivo, molto probabilmente (almeno si spera) lo faranno anche loro.

Kro&Kra uguali ma diversi

di Nikolai Popov, Miniedition, 2016
Età di lettura consigliata: dai 5 anni

Kro&Kra uguali ma diversi - copertina
Kro&Kra uguali ma diversi di Nikolai Popov – albo appena uscito per Miniedition in co-edizione con la cinese Michael Neugebauer Publishing – corre in nostro aiuto proponendo una bella storia in rima che mette a dura prova le resistenze di lamentosi e pessimisti di ogni latitudine.

Uffa! Che noia! Oggi non so cosa fare! – esclama il piccolo Kra, seduto sconsolato davanti a quello che a un primo sguardo crediamo essere uno stagno e che invece si rivelerà presto un ripido fiume.
A infrangere lo stato di ozio forzato del triste ranocchio ci pensa l’intrepido Kro, in arrivo a bordo della sua canoa fatta di foglia e spinta nell’acqua grazie a due lunghissimi remi di canna di bambù.
Ciao, Kra, hai voglia di salpare?
Certo che sì e l’avventura ha inizio.

inizia l'avventura

I due anfibi sfidano la corrente e partono per una meta non identificata. Kra veste i panni del viaggiatore impaurito, che salta e si spaventa ad ogni piccolo movimento della ridente natura che li circonda; Kro lo sprona e rassicura.

Vestiti con una tuta a strisce bianche e nere il primo, con una tuta a bande bianche e rosse l’altro, i due incarnano alla perfezione gli opposti.

Visto? Avevo ragione! – esclama Kra alla prima difficoltà.
Non preoccuparti, amico mio! C’è sempre una soluzione! – replica sicuro Kro.

Il diverso punto di vista dei due compagni di viaggio è più importante di quel che accade.
La barchetta si arena quasi subito, ma se a seguito dell’urto con i massi a riva Kro balza con un salto verso la terra ferma, indenne, Kra finisce per schiantarsi con il capo contro un albero.

Il naufragio non ferma di certo Kro che in un attimo ripara la barchetta, dotandola di una vela. Si riparte.
Stesso ritornello. Kra chiede al capitano in pectore di rallentare, Kro spinge sull’acceleratore.

una barca a vela

La tempesta è, ovviamente, in agguato dando temporaneamente ragione al previdente (ma non abbastanza insistente) Kra.

Le disavventure, o mirabolanti emozioni a seconda di quale dei due protagonisti il piccolo lettore scelga per immedesimarsi, continuano a susseguirsi con brevi e cantilenanti affermazioni. Ad accompagnarle, le illustrazioni color pastello dell’autore e illustratore russo che in Italia avevamo già conosciuto nel 2000 con l’albo Perché? pubblicato da Nord-Sud Edizioni. Anche in quel caso – il titolo era riferito all’inutilità della guerra – fra gli attori della storia figurava un ranocchio.

In un divertente alternarsi di coraggio e paura, impeto e prudenza, l’amicizia fra Kro e Kra evidenzierà che, pur tendendo il lettore a simpatizzare per il personaggio che preferisce sempre l’angolazione più rosea, forse, chissà, la virtù sta davvero nel mezzo.

pagina interna di Kro & Kra uguali ma diversi

Nel frattempo, dopo poche letture recitate ad alta voce da mamma o papà, il piccolo ascoltatore saprà ripetere a menadito ogni botta e risposta.

La favola di Kro e Kra si chiude con una morale che farà bene al cuore di ogni genitore che si riconosce nella definizione di inguaribile sognatore:

L’ottimismo è magia… il pessimismo, invece, è una cattiva compagnia!

la fine del libro di Kro & Kra

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