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Libri coi buchi da sperimentare

Quella dei “libri coi buchi” continua a essere una categoria di albi molto in voga fra gli editori che si rivolgono alla prima infanzia. Nata come collana specifica alla fine degli anni ’70 all’interno della casa editrice La Coccinella (il primo titolo fu il Brucoverde di Giorgio Vanetti e Giovanna Mantegazza, tutt’oggi in commercio), ha assunto nel tempo un’accezione più ampia, comprendendo tutti quei libri che riportano dei BUCHI tra le pagine. Buchi che innescano la curiosità dei bambini, che li invogliano a scoprire cosa si nasconde dall’altra parte, che li portano istintivamente a indugiare con le dita al loro interno, che li spingono a interagire con il libro e che consentono all’autore di sviluppare storie e giochi che ruotano proprio intorno ad essi.

A casa nostra i libri coi buchi entrano sempre volentieri 🙂 Ilaria ormai ha imparato a riconoscerli e si diverte a leggerli in modo partecipe e attivo. Quelli di cui vi parlo sono gli ultimi che abbiamo sperimentato.

4 libri coi buchi sperimentati

4 libri coi buchi da sperimentare

Il topino che cercava casa

Petr Horáček, trad. Daniela Gamba, Gribaudo, 2016

Età di lettura consigliata: dai 3 anni

Il buco è la porta di ingresso alla tana di un topino goloso che vorrebbe tanto farci entrare una succosa ed enorme mela rossa. Ma il suo sforzo è vano, il buco è troppo piccolo. Così il topino decide di trovarsi una casetta più grande, dove poter portare con sé quella prelibata mela e gustarsela un morsetto alla volta.

il buco è troppo piccolo per la melaVoltiamo pagina e zac!, il topino è fuori dalla tana e il buco che vediamo alla sulla destra stavolta rappresenta la casa di una talpa. Facendo capolino dal pertugio, il piccolo protagonista chiede all’animale se può ospitarlo nella sua dimora, che gli pare più ampia e confortevole della sua, ma la risposta è negativa e il topolino dovrà andare avanti nella ricerca.

il topolino e la talpa

Procede così, di buco in buco, di no in no, il viaggio del topo che individuerà tante altre possibili sistemazioni ma non troverà mai qualcuno disposto a condividerle con lui. E dopo ogni rifiuto, il roditore ghiotto si consolerà affondando il muso nella polpa di quella invitante mela rossa che a sua volta, un boccone dopo l’altro, si assottiglierà.

L’avventura si conclude inconsapevolmente lì dove era cominciata, nella calda tana del topo, dove c’è un letto morbido ad accoglierlo e dove, per fortuna, il torsolo di una mela può facilmente trovar posto.

il topino nel suo letto

Un esempio di storia coi buchi molto ben riuscita, dove le aperture, distribuite in maniera alternata fra le pagine, sono del tutto funzionali al processo narrativo, consentono di comprendere il racconto e andare avanti nel suo sviluppo. Si percepisce che dietro alla nascita di questo libro c’è un pensiero e un artista autorevole (che abbiamo già incontrato in passato).

E tu che verso fai?

Progetto e testi di Maria Loretta Giraldo, illustrazioni di Nicoletta Bertelle, La Coccinella, 2016.
Età di lettura consigliata: da 1 anno e mezzo

In questo caso gli intagli tra le pagine sono perfetti per giocare al classico gioco del cucù con i bambini piccini. Un indovinello sulla facciata sinistra pone in forma rimata un semplice quesito:

Ho un vestito tutto BIANCO
bruco l’erba e non mi stanco
faccio: BEEE BEEE-BEEE BEEE-BEEE
Il mio nome sai qual è?

Nella pagina accanto un’illustrazione appena accennata fornisce un grande indizio. E dai buchi spuntano fuori gli occhietti o altri dettagli dell’animale da indovinare. Voltando la pagina abbiamo la soluzione, disegnata in maniera esauriente e anche esplicitata a parole.

la pecora

La formula si ripete per un totale di sei personaggi da scoprire.

indovinello

il cagnolinoCi sono tanti fattori che fanno della collana Cucù chi sono? (gli altri titoli A me gli occhi!, Toc… Toc… Chi abita qui?, Chicchirichì io vivo qui!, Di Notte Cucù, Chi c’è nella foresta?) una collana vincente:

  • l’elemento del gioco e della chiamata in causa diretta del bambino
  • la scelta di affidarsi a parole in rima, facilmente memorizzabili
  • la ripetizione dell’indovinello e dello schema di gioco proposto al bambino
  • l’uso delle onomatopee (i versi degli animali)
  • uno stile illustrativo sobrio, elegante, ricercato nel tipo di colorazione “graffiata”
  • la presenza degli animali
  • e naturalmente i buchi!

Ma veramente…

Teresa Porcella, Giulia Orecchia, Lapis Edizioni 2016
Età di lettura consigliata: dai 3 anni

Altro libro altro buco. In questo caso ne troviamo uno solamente, in copertina, a incorniciare il protagonista di questa simpatica storia scritta e illustrata da due delle donne più grintose e talentuose del panorama editoriale italiano: Teresa Porcella e Giulia Orecchia (vi segnalo altre loro collaborazioni recensite sul blog: Il fachiro Biancatesta e Animali a Mano).

Un racconto che ci è piaciuto tanto perché, oltre a essere spiritoso, presenta giochi linguistici e un chiaro invito a incoraggiare la creatività e il senso artistico di tutti i bambini.

la talpa fa i disegni

La talpa Tea, che come tutte le talpe ci vede assai poco ed è dunque costretta a indossare un robusto paio di occhiali sin da piccola, ha ricevuto in regalo dalla zia una scatola rossa che contiene tante belle matite colorate. Il problema è che Tea non sa cosa farci, non ha idea di cosa disegnare e quegli occhialoni tondi la fanno sentire goffa.

Per fortuna ci sono gli amici, che le suggeriscono di partire da cose semplici, come FORME E COLORI. La talpa fa come le dicono, traccia le figure geometriche senza convinzione e soprattutto senza essere contenta dei risultati. È arrabbiata e stropiccia i fogli.

Quando gli altri vedono i suoi disegni, invece, appaiono entusiasti:

“Ma che bella questa carota gigante!”, dice Lillo il coniglio, osservando un triangolo arancione sul foglio. La talpa sta per rispondergli che in realtà si tratta di un semplice triangolo… “MA VERAMENTE… è un trian…”, ma non fa in tempo a concludere la frase perché il coniglio afferra la matita verde e aggiunge qualche fogliolina. Et voilà, ecco che indubbiamente ora è proprio una carota quella che appare sul foglio di Tea.

ma-veramente-2

Il cerchio è il secondo semplice soggetto disegnato da Tea, ma quando arriva l’amica marmotta lo interpreta come una tana, la sua tana! “MA VERAMENTE…”, prova a spiegare la talpa imbarazzata, “è un cer…”. La frase rimane sospesa anche stavolta, perché con qualche piccola aggiunta finisce per assomigliare sul serio alla dimora della marmotta.

Arriva un terzo personaggio e con esso un altro “MA VERAMENTE…” e poi un altro disegno che si trasforma, in una cornice di senso “protetta” che è diventata ormai familiare al bambino, pronto a prevedere cosa succederà e a formulare divertito le sue ipotesi.

Incontro dopo incontro, la talpa acquisterà maggiore fiducia in se stessa e nelle sue capacità espressive. Grazie alla collaborazione degli amici, che la spronano a guardare le cose da una prospettiva nuova, grazie a una disposizione d’animo più aperta.

la cicogna

Alla fine sarà Tea stessa, da sola, a modificare il semplice quadrato rosso, ultima forma disegnata, in quello che è VERAMENTE: una bellissima scatola, avvolta da un nastro azzurro, che contiene tante matite colorate. Il cerchio si chiude. La frustrazione e il senso di impotenza avvertiti dapprincipio sono superati. E quegli occhialoni rossi che tanti problemi avevano causato, finalmente non danno più così fastidio.

Il Buco

Anna Llena, trad. Daniela Gamba, Gribaudo, 2016

Età di lettura consigliata: dai 7 anni

L’ultimo libro di cui vi parlo ha un buco nel titolo e nella copertina. Tra le pagine interne, invece, solo buchi astratti.
Un libro molto diverso dai precedenti, filosofico e impegnato, destinato agli adulti più che ai bambini. Un libro dall’alto valore metaforico che mostra quanto la sofferenza possa cambiarci radicalmente dal profondo.

il buco nella pancia

Protagonista è Giulia, una bambina che un giorno, all’improvviso, smette di essere felice e si ritrova con un grande buco nella pancia. Ai nostri occhi adulti, il buco che compare al centro del suo corpo è chiaramente il simbolo di un dolore lacerante che l’ha svuotata. Un buco enorme, che si ghiaccia, si riempie di mostri, si ingrandisce e non si riesce a chiudere con nessun cibo o consolazione.

Le immagini bambinesche, realizzate a matita e con brandelli di materiali di recupero incollati sulle pagine, rendono una prima lettura visiva dell’albo molto immediata ed eloquente. Ma il codice iconico e quello verbale, insieme, comunicano molto di più, ovvero che uno stato d’animo doloroso può annichilirci a tal punto da bucarci il petto e farci sentire dapprima arrabbiati, poi disperati, e infine persi, senza peso, senza forze.

buco con drago

Quando il dolore prende il sopravvento, c’è solo una via d’uscita, un solo modo per non soccombere: accettarlo, guardarsi dentro e affrontarlo. L’autrice ancora una volta usa una metafora per risvegliare la bambina dal suo stato di passività. E ancora una volta la sensazione è che solo un adulto possa essere in grado di comprendere il messaggio.

Un albo senza dubbio originale (anche se non è il primo che ci presenta personaggi con i buchi nella pancia, in cui la rabbia passa attraverso), dove il buco diventa il simbolo di un vuoto dell’anima, di una ferita bruciante che risulta impossibile cicatrizzare.

>> Puoi acquistare i libri coi buchi suggeriti ai link seguenti:

Il topino che cercava casa

E tu che verso fai?

Ma veramente…

Il buco

 

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