Cerca
Cerca

Storie a teatro: la magia del kamishibai

Non c’è niente di più bello che essere rapiti da una storia e quando capita ti senti come una foglia portata dal vento. Un vento che scompiglia i pensieri per rimetterli in ordine a fine lettura. Con il kamishibai si inserisce anche la musica durante la narrazione e si crea un po’ di  penombra. E il movimento è così assicurato, proprio come sul palcoscenico di un teatro.

Kami (carta) e shibai (teatro) formano un teatro d’immagini affascinante e dinamico. Una tecnica di narrazione diffusa in Giappone fra il 1920 e il 1970. Ancora oggi l’esperienza del Kamishibai vive nelle scuole dell’infanzia nipponiche, nelle biblioteche e nei parchi per opera di gruppi d’artisti motivati al rilancio di questa tecnica particolare del raccontare. Un tempo il narratore si spostava in bicicletta con la sua cassetta di storie illustrate. Vendeva dolciumi e poi apriva la sua magica scatola di legno.

L’uomo del Kamishibai

di Allen Say, trad. Giulia Krajciri, Artebambini, 2019, pag. 32 – Età di lettura consigliata: dagli 8 anni  

L'uomo del kamishibai

Un uomo anziano non si arrende alla quotidianità di una vita a rilento e decide di rimettersi in viaggio. Ripercorre le strade che lo hanno visto pedalare sulla sua bicicletta per portare le storie in ogni dove. Ha con sé i dolcetti che la moglie gli ha preparato da offrire al suo pubblico ma lui non è convinto che lo troverà. Le cose sono cambiate da quando si è messo a riposo. La televisione si è presa un ruolo di dominio e forse ai bambini non interesserà più quella scatola di legno piena di sorprese.

dettaglio L'uomo del Kamishibai

La mia esperienza di insegnante ha puntato sul kamishibai in ogni occasione di lettura come esperienza imprescindibile. L’allestimento è singolare e crea fin da subito spirito di partecipazione. Si inizia con il teatro chiuso usando due pezzi di legno uniti da un cordino che si percuoteranno via via sempre più velocemente annunciando l’inizio del racconto.

Il formato delle tavole che portano l’illustrazione davanti e il testo sul retro, i battenti del frontale della scatola di legno che si toccano per dare avvio all’ascolto, le luci che si spengono, un fischietto che segna l’inizio dell’avventura letteraria sono i componenti di una atmosfera magica irrinunciabile. Per non parlare dell’applauso preventivo, come da consuetudine giapponese. Una volta imboccata la strada del teatro per immagini qualsiasi testo svolto anche in modo collettivo potrà subire una metamorfosi creativa e trasferirsi dietro le quinte.  

Il kamishibai  ben si adatta alla narrazione in rima, come nel caso di una parabola che, dopo duemila anni, si rivitalizza per debuttare a teatro. Un modo per contrastare la cosiddetta pigrizia del testo (il testo è un meccanismo pigro, U. Eco in Lector in fabula) e dargli velocità in un meccanismo dinamico.

La pecorella smarrita

di Manuela Piovesan, illustratrice Rosalinda Incardona, Artebambini 2019, pag. 12. Età di lettura consigliata: dai 3 anni

La pecorella smarrita

La pecorella smarrita è l’accorato appello di un pastore che ripercorre i luoghi del pascolo alla ricerca di una giovane pecora. Si è accorto che è uscita dal gregge e non si dà pace fino a quando non la vedrà tornare. Grazie alle eleganti e quasi eteree illustrazioni che corredano il testo sembra proprio che la vicenda si svolga tra le nuvole. Un linguaggio poetico affiancato da immagini tenui ed evanescenti assegna alla storia una veste quasi onirica che permette a chi ascolta di ampliare il vasto campo dell’immaginazione.

La pecorella smarrita

Qualche anno fa le Edizioni Artebambini mi hanno proposto di scrivere La pecorella smarrita, la prima di tre parabole in cantiere. La seconda Il seminatore uscirà nel 2022. Da bambina ho ricevuto in regalo La bibbia dei piccoli di Piet Worm ed è stata una folgorazione. Un cofanetto in tre volumi che conservo ancora con le pagine coloratissime e spesso dorate. Sicuramente ho capito allora che, per una bambina come me, la bellezza delle storie doveva rispettare quei canoni. E ne ho fatto tesoro.

Nella scrittura in filastrocca mi ha guidato la consapevolezza che la scrittura in rima e la sua musicalità siano sempre attraenti. Non è la prima volta che scrivo di religione, per tre anni ho condotto laboratori sulla creatività presso la Curia Vescovile di Treviso alle insegnanti di religione dell’Infanzia e della Primaria ed è soprattutto attraverso questa esperienza che ho capito quanto fosse necessario portare ai piccoli parole semplici sostenute da immagini delicate ma incisive. Il sodalizio artistico con Rosalinda Incardona ha permesso di lavorare ad una sola voce a cui ha dato fiato il kamishibai, rivelatosi uno strumento potente. Come scrittrice sento di avere molteplici compiti, uno di questi modernizzare tematiche religiose e conferir loro una veste più affascinante. È stato un debutto in kamishibai particolarmente significativo quando, attraverso un’udienza privata, ho saputo che le 12 tavole della storia sono arrivate a Papa Francesco. E di ritorno, a me e a Rosalinda Incardona, le congratulazioni e la preghiera del Pontefice.   

Il cavallo e il soldato

di Gek Tessaro, Artebambini, 2007, pag. 16. Età di lettura consigliata: dai 6 anni

Il cavallo e il soldato

Ne Il cavallo e il soldato il ritmo narrativo è incalzante quasi che il cavallo, imbrigliato nella storia, volesse raccontare al suo auditorio l’orrore della guerra. La storia procede in modo brioso e scanzonato in un clima di ilarità crescente. Nel kamishibai gioco e lettura viaggiano all’unisono forti di un apparato strumentale che fa di questa tecnica un eccellente modello di comprensione. Il soldato Nicodemo è il protagonista di una storia bislacca e avventurosa fatta di colpi di scena e retromarce che impegnano il suo simpatico e bizzarro quadrupede, compagno per caso.

Il cavallo e il soldato
Altri articoli che potrebbero interessarti​