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Un silenzio perfetto | di Antonella Capetti e Giovanna Zoboli

di Roberta Garavaglia

Se dovessi immaginare un silenzio perfetto, penserei a un momento di pace, penserei a un giardino segreto nel mio cuore, penserei a un tramonto, uno di quelli rossi, lenti e caldi che mi fanno sentire dentro la natura e allo stesso tempo dentro me stessa.

Un silenzio perfetto

Antonella Capetti, Giovanna Zoboli, illustrazioni di Melissa Castrillon, Topipittori, 2018

copertina di Un silenzio perfetto

Un silenzio perfetto contiene tutto questo e tanto altro. La pace si sente, arriva e porta leggerezza; la storia è ambientata in un giardino verde e verdone con fiori azzurri, rosa e arancioni; il cielo ha i colori del tramonto, è azzurro ma anche arancione, rosso e viola. Il protagonista di Un silenzio perfetto è un grillo che abita in una teiera all’interno di un giardino vivace, in lontananza si vedono i cactus, un fiume che scompare dietro le montagne e un cielo sereno.

«Una mattina, il grillo non si alzò. Tutto era come sempre: il sole nel cielo, l’erba nel prato, l’acqua nel fiume. Ma quella mattina, il grillo non si alzò.»

illustrazione tratta da Un silenzio perfetto

Il primo giorno va a trovarlo la libellula, il giorno dopo ci vanno la coccinella e lo scarabeo, credendo che abbia la febbre. Il grillo fatica perfino a parlare, non ha la febbre, non sa bene perché non si è alzato. La vita fuori continua senza sosta, qualcuno cerca di capirlo e di spronarlo, ma lui desidera stare solo e le aspettative e le insistenze degli altri non lo aiutano.

Poi, il quarto giorno, mentre è solo, incontra il silenzio, «sembrava un po’ timido, fece qualche passo, poi si sedette». Somiglia a un bambino ma è tutto bianco, o trasparente, come l’acqua del fiume, e non ha le ali ma sa volare. Il silenzio resta con il grillo qualche giorno, è una presenza nuova che non lo infastidisce.

«”Che pace!” sentì allora dire dentro di sé, in un punto a sinistra del torace. E poi si accorse di una cosa straordinaria: che nessuno da che il silenzio era arrivato, era più venuto a disturbarlo. E a questo pensiero si riaddormentò felice, pieno di sonnolenta voglia di vivere.»

E quella pace resta con il grillo, anche quando il silenzio se ne andrà.

Un silenzio perfetto

È semplice immedesimarsi nel grillo, tutti noi attraversiamo dei momenti in cui sentiamo il bisogno di stare soli e in silenzio, e quando troviamo la pace, sempre speriamo e ci illudiamo che rimanga con noi. Forse lei è sempre lì, a sinistra del torace, sta a noi cercarla e ascoltarla. Allo stesso tempo possiamo immedesimarci anche nei suoi amici e parenti, facendo il tifo per il grillo perché si alzi (alla prima lettura con mia figlia già dopo poche pagine mi chiedeva “ma allora quando si alza questo grillo?”, perché, è logico, un grillo salta e canta).

In Un silenzio perfetto troviamo illustrazioni che sanno di malinconia, e testi, in stampatello maiuscolo, che sanno di pace e di poesia. Sfogliando questo albo mi viene in mente un aggettivo: rigoglioso. Non mi riferisco solo al giardino che occupa ciascuna di queste pagine, ma al libro tutto intero che, se vogliamo, possiamo far crescere e fiorire dentro di noi.

 


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