UNA BUGIA VERA: quando la fantasia supera la realtà

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Il motivo per cui mi trovo a parlarvi proprio oggi di questo libro, che da mesi è assiepato negli scaffali della libreria di Ilaria, e che entrambe conosciamo molto bene, è che ha appena ricevuto un premio di valore. Per l’esattezza, la collana in cui è inserito questo libro, lilliput di La Spiga edizioni, ha vinto un riconoscimento prestigioso: il Premio Andersen 2017 come Miglior collana di narrativa:

Per l’attenta selezione di testi e immagini, valorizzati da un’ottima fattura e una grande cura editoriale. Per un progetto capace di offrire racconti di qualità da leggere insieme, al contempo adatti per le prime esperienze di lettura in autonomia. Per la varietà interna alla collana stessa, che apre infinite possibilità di sviluppo futuro.

 

La notizia del premio mi ha spinto a darmi una mossa e a raccontarvelo una volta per tutte.

Dei vari titoli che mi è capitato di leggere della collana lilliput, pensata per bambini dai 3 anni, Una bugia vera di Annamaria Gozzi, con illustrazioni di Maria Girón, è quello che mi ha più affascinato. Merito, da un lato, delle illustrazioni estremamente realistiche ed espressive, che si imprimono nella mente riuscendo a non andarsene più, dall’altro, del modo peculiare scelto dall’autrice di affrontare l’argomento “bugie”, lontano da qualsiasi retorica o tentazione moralistica.

Una bugia vera copertina

Nella originale e pungente narrazione pensata e illustrata dalle due artiste, ho rintracciato l’esuberanza infantile e quel tipico modo che hanno i bambini di ragionare e spiegare le cose attingendo sia a una logica ferrea sia a una spolverata di fantasia.

La storia comincia con un’ammissione da parte di Edo, fratello maggiore di Cecilia.

Ieri ho detto una bugia.
Cecilia piangeva, come al solito.
– Cosa è successo, Edo? – mi ha chiesto la mamma.
– E’ stato un ragno. L’ha morsicata, – ho detto.

La verità è assai diversa. Edo le ha rubato il ciuccio, ma mentre racconta del ragno, sua madre ha occhi e orecchie solo per lui.

Quella bugia gli permette di ricevere l’attenzione esclusiva di sua madre. Si dimostra quindi un’ottima bugia e comincia a piacergli veramente. Eccola così crescere, arricchirsi di dettagli, diventare sempre più reale.

Edo racconta la bugia alla mamma

Il ragno era verde e marroncino dalle lunghe zampe strampalate, riferisce Edo alla nonna, che lo ascolta attentamente. Ma all’anziana donna non sfugge un particolare: il ciuccio di Cecilia finito nella sua mano. Le bugie hanno le gambe corte, lo ammonisce.

la nonna di Edo lo ammonisce

La storia del ragno con le zampe lunghe invece prosegue e il bambino ricorre alla sua più fervida immaginazione per richiamare a sé l’interesse di tutti i suoi cari. A ciascuno di loro riserva descrizioni sempre più minuziose e raccapriccianti. Per fare impressione, Edo spiega che il ragno aveva una bocca piena di denti e che voleva mangiarsi sua sorella tutta intera.

I grandi non gli credono ma gli prestano ascolto e mentre parla del ragno gigantesco e spaventoso, Edo continua a nutrire la sua fantasia. Ecco che la creatura pelosa diventa il soggetto dei suoi disegni, e poi, suo malgrado, fa capolino nei suoi pensieri anche di notte, a letto, quando assume le sembianze di un’ombra minacciosa sulle pareti della stanza.

l'ombra del ragno sulla stanza

Allora non era una bugia…

Sono sceso dal mio letto.
Sono corso da Cecilia.
Mi sono infilato nel lettino
sotto le coperte accanto a lei.
Qualcuno doveva pur proteggerla!

 

 

 

Edo e la sorellina a letto insieme

Il viaggio della bugia non termina qui, così come la fantasia dei bambini è capace di prendere il volo, volteggiare, imboccare strade differenti, plasmandosi a seconda degli ostacoli che incontra.

Tutto questo è espresso dal racconto di Annamaria Gozzi in una forma giocosa, lieve, ma che si presta a profondi livelli di lettura e fornisce non scontate occasioni di riflessione.

Una bugia vera
  • Annamaria Gozzi
  • Editore: La Spiga Edizioni
  • Copertina flessibile: 32 pagine

 

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