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Imparare a godere della bellezza delle piccole cose

Sei bambini, un’isola, dei genitori che vanno a fare la spesa in barca a vela… ecco gli ingredienti preliminari di Una giornata da indiano, di Jean-Luc Englebert, che scrive e illustra una storia dai risvolti inaspettati.

Una giornata da indiano

Al principio i bambini attendono pazientemente il ritorno degli adulti. Anche se ci impiegano un po’ di tempo, si può aspettare. L’attesa e la pazienza, in fondo, sono qualità che vanno allenate e i sei fratelli non si fanno trovare impreparati.

Però a un certo punto inizia a farsi sentire la fame, e che fame! Tantissima fame. Ci vuole un’idea geniale per trovare una soluzione ed ecco che Maxime, uno dei bimbi più intraprendenti, propone: se si ha fame, bisogna procurarsi il cibo, e su un’isola si può pescare.

Una giornata da indiano

Maxime indossa un copricapo da indiano e l’avventura può avere inizio. Eccoli dirigersi spediti, tutti insieme, verso la riva, ben lontano da casa, camminando a lungo nel vento e nella pioggia: sempre più lontano. È qui che il mare appare e sembra perfetto per pescare. È così grande e maestoso che i pesci potrebbero essere moltissimi.

Ma anche pescare richiede attesa e pazienza e, ancora una volta, queste doti vanno allenate, mentre i bambini iniziano a spazientirsi, a bisticciare, ad avere sempre più fame. Così non è più divertente e Maxime decide di correre via fino a salire su una collina sulla quale può stendersi in tranquillità.

Lui, la collina, il verde del prato, le nuvole. Sembra tutto così sereno e tranquillo. Mentre Maxime si rilassa, lo raggiungono gli altri e anche loro imparano a riposare e a godere di quel momento di quiete.

Una giornata da indiano

Si fa sera ed è ora di tornare a casa. Come fare se il buio sta per sopraggiungere? Le stelle possono fare da guida! E agli occhi più attenti potranno svelare la presenza dell’Orsa Maggiore che si sta facendo aspettare dall’Orsa Minore. Forse anche loro prepareranno qualcosa di buono da sgranocchiare insieme? Potrebbero essere delle golose frittelle, le stesse che Maxime e gli altri troveranno al loro rientro a casa?

Una giornata da indiano

Chi lo sa, quello che è certo è che questo piccolo libro, delicatamente illustrato, riesce a comunicare in modo estremamente diretto e immediato. La frenesia è parte integrante della vita moderna e con fatica si riesce a comprendere l’importanza e la bellezza di ciò che ci circonda. Saper vedere la bellezza delle piccole cose è esercizio sempre più raro, ma una storia delicata e ben ponderata come questa può renderci tutti più consapevoli.

Un monito gentile a rallentare, respirare, riposare. Quello che accade dopo potrebbe stupirci in meglio. E, ancora, un monito gentile a non lasciarsi sopraffare dalle emozioni negative e dallo sconforto. A non lasciare che la rabbia prenda il sopravvento.

Un albo illustrato dalla scrittura chiara e pulita, consigliabile già in lettura ad alta voce. Le frasi sono brevi e incisive, poche parole per ogni pagina mentre i disegni, tenui acquerelli, infondono tranquillità, serenità e luminosità. Acquerelli che non sovrastano la storia ma la accompagnano con gentilezza sin dalla copertina che assomiglia a un piccolo quadretto.

Una giornata da indiano

di Jean-Luc Englebert, trad. Tanguy Babled, Babalibri, 2020 – Età di lettura consigliata: dai 4 anni

Una giornata da indiano
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