I finalisti del Premio Nati per Leggere XI raccontati da Milkbook

Scopriamo insieme i libri finalisti del premio Nati per leggere XI. Nove titoli da conoscere e leggere insieme, adulti e bambini

Sin dai suoi esordi nel 2012 questo blog ha riservato una particolare attenzione ai libri destinati ai piccolissimi, alle pubblicazioni più interessanti e accurate rivolte alla primissima infanzia.

Convinti dell’importanza cruciale di un avviamento precoce e continuativo con la lettura, abbiamo seguito con partecipazione il mastodontico lavoro che Nati per Leggere porta avanti in Italia da oltre 20 anni. E continuiamo a studiare e analizzare i libri che vengono consigliati e caldeggiati dal programma. Fra questi ci sono sicuramente quelli selezionati nell’ambito del Premio Nati Per Leggere, che quest’anno ha introdotto una novità, nominando in anticipo le terne finaliste delle varie categorie: 6-18 mesi, 18-36 mesi, 3-6 anni.

La giuria del Premio è chiamata a fare le sue scelte basandosi sui libri candidati dagli editori, che quest’anno sono arrivati al numero di 178. Un bel risultato e un compito non facile, vista la competitività del settore e una crescente qualità delle proposte.

Ma vediamo da vicino quali libri sono rientrati tra i finalisti! Vi racconteremo brevemente le trame e vi lasceremo con alcune mie considerazioni.

i finalisti del Premio nati per leggere secondo Milkbook

Premio Nati per Leggere 2020: Finalisti Fascia d’età 6-18 mesi

Olga e Olaf in spiaggia, di Tonka Uzu, Bacchilega Junior, 2019

Olga e Olaf in spiaggia

Dopo il successo del primo titolo “Olga e Olaf”, uscito nel 2014 per Bacchilega, esce una nuova brillante istantanea che cattura l’amicizia tra una bimba di 2-3 anni e il suo fedele compagno a quattro zampe.

L’avventura si svolge al mare, dove si possono fare tantissimi giochi insieme. Anche se i loro punti di vista sulle cose sono assai distanti (mentre Olga raccoglie conchiglie e costruisce un ingegnoso castello di sabbia, Olaf lo considera un posticino ideale per sonnecchiare e lasciare i suoi bisogni…) l’affinità tra i due non viene mai meno.

Quando la bambina va a fare il bagno con il papà e per un momento perde di vista il suo amico, la vediamo smarrita, pronta a scatenare immediatamente una ricerca matta e concitata. Olaf potrebbe trovarsi in difficoltà o essersi perso… Olga corre immediatamente in suo aiuto!

Empatica, verosimile, buffa, allietata da guizzi fantasiosi. Una dolce storia intellegibile e coinvolgente, in cui l’autrice, per il personaggio di Olaf, si è ispirata al suo bulldog francese di nome Marcel.

Olga e Olaf in spiaggia
Olga e Olaf in spiaggia

Primo, di Attilio, Lapis Edizioni, 2019

Primo, copertina

Un tenero cartonato della premiata serie di Attilio, maestro indiscusso dell’illustrazione italiana. A volte può capitare che un uovo si rompa prima del tempo e che una vita cominci prematuramente. Papera e papero decidono di chiamare il loro piccolo pulcino venuto al mondo troppo presto Primo e di continuare a tenerlo al caldo e al sicuro per un po’.

Quando nascono i suoi fratelli e sorelle, Primo non riesce a passeggiare al loro ritmo, né a mangiare come fanno loro. Spesso inciampa e talvolta si sofferma a osservare particolari che lo incuriosiscono. Primo ha i suoi modi e i suoi tempi, più lenti e contemplativi degli altri. Ma questo significa anche che ha tanto da guardare e tanto da raccontare.

Una mini narrazione dagli echi fiabeschi e lo stile inconfondibile di Attilio, permeata di grazia e da un senso profondo di rispetto e di amore verso la vita.

Primo di Attilio
Primo di Attilio

D’estate, d’inverno, Giovanna Zoboli, Philip Giordano, Topipittori, 2019

D'estate d'inverno copertina

Il quarto titolo che conferma il sodalizio artistico tra Giovanna Zoboli e Philip Giordano è una poetica successione di immagini, accompagnate da precise didascalie, che richiamano il senso e l’essenza dell’estate, prima, e dell’inverno, poi. Figure morbide e quiete che descrivono i fenomeni naturali e portano ad ampliare gli orizzonti, a soffermarsi su dettagli non prevedibili.

La natura che si esprime fuori dalla finestra è la protagonista di questa carrellata di “quadri” rigorosi tenuti insieme da associazioni non immediatamente evidenti, legami lievi tra segni, trame, colori, testi. Ogni cambio di pagina è una scoperta e un invito alla meraviglia e all’attenzione. Da leggere e rileggere per accorgersi di nuovi nessi e punti di contatto.

D'estate d'inverno
D'estate d'inverno

Premio Nati per Leggere 2020: Finalisti Fascia d’età 18-36 mesi

Papà Gambalunga, Nadine Brun-Cosme, Aurélie Guillerey, trad. Maria Pia Secciani, Edizioni Clichy, 2019

Papà gambalunga copertina

Matteo arriva all’asilo accompagnato dal padre con la sua vecchia auto verde, che ogni tanto si ferma, fa i capricci, va a singhiozzo. Prima di salutarlo, gli viene un pensiero brutto e gli domanda: e se l’auto non partisse più? Il sottinteso è: riusciresti a venire a prendermi?

Non c’è da preoccuparsi, perché papà saprebbe come fare: userebbe il trattore del vicino… e se il trattore fosse troppo stanco?, chiede Matteo. Allora si farebbe dare un passaggio dal grande orso pigrone che dorme sotto le sue coperte… e se l’orso non sente? Allora verrebbero in suo aiuto gli uccellini del giardino. E se…? E se…?

Matteo dubita, obietta e ipotizza problemi e ostacoli. Le risposte rassicuranti e fantasiose del papà alimentano ancor più la sua immaginazione e la voglia di “sfidarlo” aumenta. Ma non c’è imprevisto o difficoltà che possa impedire a papà gambalunga di raggiungere il suo bambino. Male che vada, userà semplicemente le sue lunghe gambe e un passo dopo l’altro arriverà da lui.

Una narrazione a spirale giocosa e confortante, sul desiderio di ritrovarsi, di stare insieme genitore e figlio, di essere disposti a tutto pur di riunirsi.

papà gambalunga
papà gambalunga

Non aver paura, piccolo granchio, Chris Haughton, trad. Chiara Stancati, Lapis Edizioni, 2019

Non aver paura piccolo granchio

Per Piccolo Granchio è giunto il tempo di lasciare la piccola pozza tra gli scogli in cui è sempre vissuto e andare a conoscere il mare. Il mare aperto, il mare vero! In questa impresa non è solo, lo accompagna Grande Granchio.

Il viaggio è impegnativo, insidioso, avventuroso. Piccolo Granchio si sente forte e fiducioso, ma non appena vede il mare sconfinato davanti a sé, con le onde che si ingrossano e lo travolgono, si lascia sopraffare dalla paura e dall’insicurezza.

Vorrebbe tornare indietro, scappare, fuggire nella sua oasi calma e tranquilla. Ma la presenza solida e rassicurante di Grande Granchio lo persuade a proseguire, a non mollare, ad attraversare e affrontare le asperità… e alla fine potrà godersi l’euforia della scoperta e il senso di appagamento per le prove superate.

Un ardimentoso viaggio di crescita, un’esperienza di formazione singolare, una bella iniezione di autostima, il tutto raccontato con il consueto tratto espressivo e simpatico di Chris Haughton, tante onomatopee e un estremo dinamismo grafico.

non aver paura piccolo granchio
non avere paura piccolo granchio

iiiiiiiiiiiiiiiiiiiii, Barbro Lindgren, trad. Laura Cangemi, Lupo Guido, 2020

iiiiiiiiiii copertina

Un gioco tra fratelli, un facciamo che siamo due gorilla talmente convincente che l’immedesimazione è massima. Uno fa finta di essere il papà gorilla, l’altro il figlioletto che accoglie con un euforico verso da piccolino (sìì iiiiiiiiiiiiiiiiiiiii) le idee del grande.

Sono nella giungla, passeggiano, si imbattono in coccodrilli, corrono, scappano, saltano. Il papà gorilla ovviamente è il più forte, veloce e coraggioso, se non ci fosse lui sarebbe la catastrofe.

Il gioco delle parti occupa lo spazio dell’intero libro, lasciando fuori tutto il resto: la vita vera, la cameretta, mamma e papà, le costruzioni o le bambole. Non ci sono preamboli, spiegazioni, sinossi o chiarimenti. È tutta qui la grandezza di questo albo: essere immersi dentro al gioco significa essere risucchiati completamente, annullando ogni altro riferimento. È proprio il potere totalizzante della fantasia, l’euforia di interpretare seriamente un ruolo, ciò che racconta questo originalissimo albo illustrato un po’ pazzo, fuori dai canoni, dalla grafica esile e selvatica, che Barbro Lindgren scrisse, nel lontano 1971, ispirata dall’osservazione dei suoi figli.

iiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
iiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

Premio Nati per Leggere 2020: Finalisti Fascia d’età 3-6 anni

La grande battaglia, di Andrea Antinori, Corraini, 2019

La grande battaglia

Quando esce fuori per la sua passeggiata, il bambino con il copriabito giallo non immagina che da lì a poco sarà investito da una scarica di pioggia. È vero, indossa un cappottino impermeabile, ma è solo per precauzione, o per moda, chi lo sa. Un ombrello ci vorrebbe.

Il nuvolone grigio che sopraggiunge minaccioso in cielo è carico di acqua che lo travolge. Il getto fastidioso e invadente lo colpisce e lo segue ovunque, a destra, a sinistra, verso l’alto. Fa crescere l’erba, allaga tutto, richiama le rane… ora basta!

Il bambino è infuriato, lotta contro l’acqua, usa le armi, i poteri magici, costruisce una barca, fa la danza della pioggia… che fatica. Alla fine non gli rimane altro che salire sul primo autobus che passa. Ma… la nuvola che fine ha fatto?

Ironica, teatrale, surreale, una storia dal ritmo galoppante che mette in scena una battaglia impossibile, con un protagonista eroico, dalle mille risorse.

La grande battaglia
La grande battaglia

Tad, di Benji Davies, trad. Anselmo Roveda, EDT Giralangolo, 2019

Tad

Tad è la più piccola girina (anzi quasi-rana) dello stagno, tanto che per stare al passo con gli altri deve muovere la coda al doppio della sua velocità. Quando i suoi fratelli le raccontano del terribile Big Blub che vive nelle acque più profonde e mangia i girini come lei, resta prudentemente dove non può essere presa e impara presto tutti i migliori nascondigli, sfruttando a suo vantaggio l’agilità e la mimetizzazione offerte dalle sue piccole dimensioni.

Un giorno si accorge di essere sola, è rimasta l’ultima dei suoi fratelli e tutto fa più paura. Quando esce dalla tana e si trova faccia a faccia con Big Blub in persona tira fuori la grinta, nuota a perdifiato e… finalmente anche lei sente il bisogno di allungarsi e saltare! Ora che è diventata una rana può scoprire cosa è successo ai suoi fratelli e, emergendo in superficie, li ritrova tutti ad aspettarla.

Una storia che dimostra che la forza fisica non è tutto e che il cervello conta molto di più se ben usato. Un libro che non parla solo della crescita dei bambini che diventano adulti, che è la più macroscopica, ma si riferisce anche all’evoluzione nel suo senso più ampio, al cambiamento, alla capacità di tirare fuori le unghie e i denti e districarsi da una brutta situazione.

Tad
Tad

In punta di piedi, di Christine Schneider ed Hervé Pinel, traduzione Rosa Chefiuta&Co., Orecchio Acerbo, 2019

In punta di piedi

È sera, Bernardo e Clara sono dai nonni, in una casa maestosa e dall’aspetto museale, che incute soggezione. I bambini non hanno sonno, facendosi coraggio decidono di lasciare la loro stanza e di tuffarsi nella notte per recarsi in cucina e fare uno spuntino.

Lei fluida, lui leggero…
attraversano il corridoio nero.


Avvalendosi di rime e assonanze, suoni onomatopeici e giochi di parole, l’autrice tesse abilmente la trama di una storia ritmica, congeniale alla lettura ad alta voce. Le illustrazioni racchiudono in sé forza e sacralità, ambivalenza e magia. 

Riusciranno i due protagonisti a non farsi scoprire dai nonni e a portare a termine la loro missione? Una storia notturna dai tratti epici, al confine fra sogno e realtà.

in punta di piedi
in punta di piedi

Eccoci giunti alla fine di questa sintetica carrellata dedicata ai libri finalisti del Premio Nati Per Leggere edizione XI. Spero di avervi invogliato a saperne di più e ad andare a sfogliare personalmente i libri per giudicare voi stessi e scegliere i vostri favoriti. Vi rimando a settembre, quando saranno decretati i tre vincitori. E ora non ci resta che leggere, testare le storie con i nostri bambini e aspettare gli esiti del lavoro della giuria presieduta da Marnie Campagnaro.

La grande battaglia

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