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Insieme più speciali |una storia sull’accettazione di sé

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Insieme più speciali è un albo Carthusia di grande formato, voluto dalla casa editrice e dalla Fondazione Telethon, scritto da Beatrice Masini e illustrato da Annalisa Beghelli.

Età di lettura suggerita: dai 6 anni

Insieme più speciali

La festa è terminata, è tempo di togliere maschere e mantelli. A volte è faticoso tornare a indossare i propri panni. Il pelo del giaguaro sta perdendo le macchie e lui è alquanto preoccupato. La lucertola invece dall’ultima volta che le hanno tagliato la coda non le è più ricresciuta. Il gufo allora attiva una campagna di solidarietà per riparare ciò che si è rotto e per vincere la paura. In tanti rispondono all’invito del gufo e iniziano a collaborare.

Insieme più speciali

Quella raccontata da Beatrice Masini è una storia emozionante che mira a sensibilizzare sul tema della salute, della accettazione di sé e più in generale della diversità – perciò quel più sghembo e laterale nel titolo accanto a speciali, perché insieme si è speciali e alcuni lo sono di più.

«E siamo tutti unici, e siamo tutti speciali. A volte qualcuno diventa più speciale degli altri, perché gli manca qualcosa. Insieme possiamo provare a dargli questo qualcosa. A volte ci riusciremo, a volte no, o non del tutto. Ma possiamo provarci. Dobbiamo provarci».

Il libro è una chiamata, siamo tutti invitati a rispondere, a diventare protagonisti; è la metafora della vita. Gli animali sono coloratissimi e luminosi, il gufo mi fa pensare alla saggia Mama Kurma di Bruno Tognolini.

Al termine della storia alcune pagine invitano a riflettere, anche a scrivere e a disegnare: parole che isolano, per esempio, e che aiutano.

Sulla guida alla lettura fornita da Telethon, sul sito, si legge che il gufo rappresenta il ricercatore, colui che studia le malattie rare, mentre il giaguaro e la lucertola sono i bambini malati, e gli altri animali della storia siamo noi.

Insieme più speciali

Ma possiamo anche pensare, leggendo l’albo, ai gufi che ognuno di noi ha avuto la fortuna di incontrare nella vita, che ci hanno aiutato a tenere insieme – letteralmente, come in questa storia, o figurativamente – pezzetti di noi, o che ci hanno regalato uno sguardo altro e (pro)positivo. Possiamo pensare, altrimenti, a un gruppo di lavoro in cui personalità diverse si aiutano e si apprezzano, e imparano a volte a guardarsi attraverso gli occhi di un’altra – per scorgere la bellezza e la forza che non riuscirebbero a vedere.

C’è una tavola, delicata e potente insieme, che mi ha incantato: gli animali vengono in soccorso quando il gufo chiama, il ragno e le scimmie sono figure sottili e bianche, sembrerebbero invisibili. La loro operosità quasi incorporea mi fa pensare al lavoro invisibile di chi si occupa degli altri, quel lavoro di costruzione di relazioni fatto spesso di silenzi, di piccoli gesti di accoglienza, di una telefonata inattesa, di un pensiero costruito a margine di una conversazione (come il lavoro invisibile dell’attore, per esempio, fatto di esercizi vocali ripetuti, faticosi, che però spesso danno buoni frutti).

Insieme più speciali

«Si fa fatica a occuparsi degli altri, ma è importante, e fa stare bene».

È molto probabile che io stia sovrainterpretando, mi scuso con chi legge. Tutto ciò, però, è per dire che Insieme più speciali è come un baule magico in cui ci si trova più di quel che ci è stato nascosto. Ed è anche un esempio di come immagini e parole possano illuminarsi a vicenda.

Puoi acquistarlo nella tua libreria di fiducia o online in uno di questi store:

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