Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content

Gigantesca, ma anche piccola: cos’è?

Quando mi sono imbattuta in questo libro a scaffale, una cosa mi ha attirato a sé: il suo formato. È un albo dalle dimensioni considerevoli, non così consuete per un illustrato.

Ne ho letto poi il titolo e il gioco di parole mi ha avvinto: “La gigantesca piccola cosa”.  “Cosa può essere allo stesso tempo piccolo e grande?” è una domanda che nasce spontanea dalla copertina e che non trova una palese risposta fino all’ultima pagina.

La gigantesca piccola cosa

di Beatrice Alemagna, Donzelli Editore, 2011 – Età di lettura consigliata: dai 4 anni in su

L’autrice e illustratrice Beatrice Alemagna, in un’intervista rilasciata alla famosa libreria Mollat di Bordeaux (disponibile in lingua francese sul canale YouTube “librairie mollat”) dichiara di averci messo 10 mesi a scrivere questo libro, mentre normalmente per una sua creazione gliene servono 7 o 8; è stato infatti particolarmente difficile per lei descrivere un sentimento che desiderava non nominare, ma che voleva che il lettore scoprisse in autonomia. Traducendola pressoché letteralmente, ha detto: «Quel sentimento è uno tra più declamati, raccontati e cantati, un sentimento di cui si parla molto e non volevo cadere nella banalità e nel sentimentalismo soprattutto […] non volevo essere mielosa».

Il testo è sintetico ed essenziale (nella medesima intervista l’Alemagna afferma di aver tolto molto di quello che aveva inizialmente scritto), ma riesce ad essere fortemente evocativo. Credo che la potenza narrativa di questo libro stia infatti nel “non dire” con le parole, ma nel toccare le giuste corde nel lettore, quelle dell’emotività, che gli fanno intuire che la soluzione in realtà gli è nota.

Chi legge ha la chiara sensazione di essere preso per mano e guidato, pagina dopo pagina, un tassello dopo l’altro. È certo infatti che ognuno di noi incontri “la gigantesca piccola cosa” nel corso della propria vita, la veda replicarsi nel proprio quotidiano, anche se non sempre è in grado di coglierla; sa esattamente cosa sia, ma forse non osa dirlo (per paura che scompaia o per timore di soffrire?).

Le immagini, esaltate dalle grandi dimensioni, sono tavole con inserti di collage, ricche di colore ed espressività. Si alternano dei primi piani sui singoli protagonisti (rimasti tutti anonimi, tranne per quanto riguarda il piccolo Sebastiano in apertura) a panoramiche di situazioni e ambienti: bimbi che giocano al parco o in spiaggia, anziani a passeggio per strada o sulla soglia di casa in attesa, giovani uomini e donne colti in sprazzi di vita ordinaria.

In linea con il testo, le illustrazioni richiamano alla mente contesti ordinari, scatenano ricordi comuni, fanno intuire la conoscenza della situazione, ma non sono certamente più eloquenti delle parole alle quali “fanno da spalla”.

In un’altra interessante intervista, realizzata in occasione della mostra “Beatrice Alemagna, Illustr-Autrice”, allestita nel 2013 al Lucca Comics & Games (disponibile su YouTube alla pagina Lucca C&G), lei stessa afferma: «Ci sono libri illustrati che possono indirizzarsi a persone dai 4 anni alla fine della vita. Non ho la presunzione di fare libri così, però ho questo sogno. Tento di raccontare delle storie non solo ai bambini, ma anche al bambino che sta dentro alle persone adulte».

Questo libro, pur essendo del 2011, credo incontrasse già perfettamente questa intenzione. La felicità è un sentimento che, per fortuna, rimane senza età. Basta saperla cogliere e accettare di non poterla trattenere con noi.

RISPARMI 1,25 €
La gigantesca piccola cosa. Ediz. a colori
1 Recensioni
Potrebbe interessarti