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Venti anni di Lampi di Genio: intervista a Luca Novelli

Venti anni fa Luca Novelli, agronomo, giornalista, disegnatore, autore e conduttore televisivo, ebbe uno dei tanti lampi di genio che hanno illuminato la sua carriera professionale. Ebbe cioè l’idea di lanciare sul mercato una collana di libri per ragazzi dedicata ai più grandi geni mai esistiti, perlopiù scienziati. Una serie diversa da ciò che si trovava in circolazione per stile, tono e contenuto, capace di acchiappare giovani lettori e lettrici con una formula leggera che prevede un mix di testi colloquiali e diretti, che ricordano le pagine di un diario, affiancati a disegni ironici dallo stile fumettistico. Agili biografie dal taglio divertente, raccontate in prima persona, che rivelano tante curiosità dei grandi personaggi e delle loro incredibili acquisizioni, e che si chiudono con un Dizionarietto illustrato, utile per capire e ricordare i termini più complessi.

I primi due titoli della collana, pubblicata a partire dal 2001 e ininterrottamente fino a oggi da Editoriale Scienza, presentavano le vite e le (dis)avventure di Albert Einstein e Charles Darwin. Gli ultimi due volumi, in uscita il 24 febbraio, hanno per protagonisti nientepopodimeno che Dante e Marco Polo. In mezzo, venti anni di successi editoriali, una corposa lista di 22 personaggi raccontati, 300mila copie vendute, traduzioni in oltre 20 lingue tra cui tedesco, spagnolo, portoghese, ungherese e perfino in arabo, coreano, turco, cinese, giapponese. Nel 2008 Rai Educational ha tratto dalla fortuna serie il programma televisivo per ragazzi Lampi di genio in Tv, trasmesso su Rai 3 e condotto dallo stesso Novelli.

Insomma, una lunga storia da festeggiare e da applaudire. E da far conoscere a tutti attraverso la voce del suo autore.

Luca novelli

Luca Novelli risponde alle domande di milkbook

La collana Lampi di Genio soffia le sue prime venti candeline. Davvero un bel traguardo! Che effetto le fa pensare a questo lungo percorso editoriale? Quali sono, a suo avviso, gli ingredienti che hanno decretato il successo della serie? 

«Personaggi e temi stellari, allegria e rigore. Felice rapporto testo e immagini, un pizzico di umorismo e molti caffè».

Darwin lampi di genio
immagine tratta da Darwin e la vera storia dei dinosauri

Facciamo un lunghissimo balzo indietro nel tempo: come è nata l’idea di questa serie di libri dedicati ai grandi personaggi della scienza? 

«Nel 2000 ho proposto a Editoriale Scienza una serie di sette biografie di grandi scienziati, da Einstein a Marie Curie. Non era un’idea nuovissima, ma nessuno l’aveva mai realizzata in questo modo. Non fu un lampo di genio sotto la doccia, ma una decisione meditata, che teneva conto di tutte le esperienze precedenti. Ha incontrato l’editore giusto al momento giusto».

Le sembra che oggi ci sia un’attenzione maggiore verso questi argomenti da parte di giovani lettori, famiglie e insegnanti? Com’è cambiato il loro modo di rapportarsi a queste tematiche rispetto a vent’anni fa?

«Sì, c’è più attenzione e più fame di divulgazione. Anche nelle famiglie italiane è aumentata la consapevolezza che la cultura scientifica è nobile almeno quanto quella umanistica. Tra i ragazzi la curiosità non manca e non è mai mancata. Ma oggi sono molto più esigenti e informati di un tempo».

Come sceglie, di volta in volta, i personaggi da raccontare? 

«Per i primi dieci è stato facile. Personaggi come Einstein, Darwin, Archimede e Leonardo sono di casa in qualsiasi parte del mondo. Per i successivi le scelte sono state più meditate e talvolta vere e proprie scommesse: come Ippocrate Medico in prima linea, scelto perché ero sopravvissuto a un malanno che senza un bravo medico non mi avrebbe lasciato scampo. Oppure Hawking, suggerito dal co-editore tedesco, subito scritto e disegnato con sincero entusiasmo».  

Quali sono i volumi che hanno riscontrato un maggior successo tra i bambini? E quali sono i personaggi a cui è lei più affezionato?

«Curiosamente sono gli stessi. Ovvero i personaggi che piacciono di più ai bambini sono gli stessi ai quali sono più affezionato: Einstein, Darwin, Leonardo».   

Ogni scienziato è raccontato come se fosse lui stesso a presentarci la sua vita, a partire dall’infanzia. Il linguaggio mescola testi immediati e simpatici, foto, disegni a fumetti, box di approfondimento scientifici e che inquadrano storicamente il periodo, un dizionario. Una formula molto chiara e riuscita. Ci sono stati personaggi che l’hanno messa più in difficoltà in fase di scrittura e progettazione? Come riesce a condensare vite così ricche e complesse nella struttura agile di questi volumi? Quali rinunce decide di fare e quali invece elementi non potrebbero mai mancare?

«Cerco, mi documento. Raccolgo articoli, leggo un sacco di libri, visito musei, viaggio quando posso. Uso Internet. Poi scrivo una bozza, butto via il superfluo, disegno e riscrivo, finché non va bene. Alla fine mi sento come uno scultore che ha sgrossato un pezzo di marmo. Una faticaccia. Sicuramente qualcosa rimane fuori, è vero, ma non me ne sono mai pentito. Il personaggio che mi ha dato qualche problema (ma anche molte soddisfazioni) è stato Leonardo da Vinci. Su di lui avevo trovato una sterminata quantità di materiali. C’era una montagna da sgrossare, non un pezzo di marmo».

Leonardo da vinci
immagine tratta da Leonardo e la penna che disegna il futuro

Anche se protagonisti di imprese fenomenali e geniali, l’idea che si vuole comunicare è che questi grandi personaggi non siano geni con poteri sovrumani, ma persone comuni, addirittura poco brillanti in alcuni campi, eppure capaci di grandi imprese e conquiste. Come Einstein, ritenuto un po’ tonto da piccolo… È il suo modo di dire ai ragazzi: non scoraggiatevi, portate avanti le vostre passioni, alimentate il vostro fuoco?

«I grandi geni sono esseri umani come tutti noi, con gli stessi difetti e le stesse disavventure, ma credo anche che da piccoli siamo tutti potenziali geni. Poi ci lasciamo distrarre. Avere dei buoni esempi aiuta a sperare, a coltivare i propri talenti e a non distrarsi troppo». 

Quest’anno ricorrono i 700 anni della morte di Dante e non poteva mancare il volume a lui dedicato. Durante la stesura ha scoperto qualcosa che non conosceva del sommo poeta? Ha qualche curiosità da svelarci?

«Ne avrei molte ma una vale per tutte. Anche il sommo poeta Dante disegnava. Lo racconta lui stesso in Vita Nova. Due amici lo sorprendono a disegnare un angelo su una tavoletta di gesso. L’angelo ovviamente ha il volto di Beatrice, la sua idea fissa».


Prima di salutarci, le vorrei chiedere quali consigli darebbe a bambini e ragazzi per coltivare i loro “lampi di genio”. Quali esempi possono trarre dalle vite di questi celebri uomini e donne che sono entrati nella Storia?

«I miei libri sono meglio di me. I bambini e i ragazzi che li leggono non hanno bisogno dei miei consigli, bastano quelli di Darwin, Leonardo, Einstein e compagnia. E non è poco».

Marco Polo
immagine tratta da Marco Polo e l’incredibile Milione

I titoli che compongono la collana Lampi di Genio: Darwin e la vera storia dei dinosauri, Einstein e le macchine del tempo, Galileo e la prima guerra stellare, Leonardo e la penna che disegna il futuro, Dante e le infernali scienze, Marco Polo e l’incredibile Milione, Hawking e il mistero dei buchi neri, Tesla e la macchina a energia cosmica, Lorenz e il mistero di re Salomone, Ippocrate medico in prima linea, Marie Curie e i segreti atomici svelati, Newton e la formula dell’antigravità, Volta e l’anima dei robot, Archimede e le sue macchine da guerra, Edison come inventare di tutto e di più, Pitagora e il numero maledetto, Magellano e l’Oceano che non c’era, Mendel e l’invasione degli Ogm, Aristotele. Il prof. di Alessandro Magno, I fratelli Lumière, Wegener. L’uomo che muoveva i continenti, Lavoisier e il mistero del Quinto elemento.

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