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Donare è una cosa seria: libri per bambini ed esperienze legate al dono

di Aurora Mascheretti

A Natale certamente uno dei protagonisti assoluti è il REGALO.
Io lo voglio chiamare DONO. Il DONO.
Ciò che si dà o si riceve senza niente in cambio.
Per donare serve coraggio, specie per donare ciò che non si può comprare con il denaro, ciò che richiede tempo, energie e sentimento.
Richiede di prendersi tempo, richiede una sosta, una pausa e una riflessione. Un sapore di scorrere rallentato, di respiro profondo.
Cosa donare, ma ancor prima, a chi?

Libri per bambini sul dono

Il panorama dell’editoria dell’infanzia ci è di enorme e fruttuoso sostegno nell’aprire questo immaginario e nel navigare in questo tema.

Essendo da poco stata alla fiera di Roma “Più libri più liberi”, la mia testa attraversa le immagini dell’albo Chi se la fila? (di Roberta Angeletti, edito da Uovonero), un silent book dove tutti vogliono regalare ma nessuno si ferma per ricevere, ed è la relazione ad essere in crisi, e il regalo è il mediatore di un contatto mancato.

copertina di Chi se la fila?

pagine di Chi se la fila

pagine interne di chi se la fila

Nell’albo Le scatole di felicità (testo di Carl Noracdi, illustrazioni di Claude K. Dubois, Babalibri), Lola, la cricetina protagonista, ci accompagna a riflettere, attraverso la creazione delle sue due scatole della piccola e grande felicità, sul “valore” non solo delle cose, ma dei fatti, dei sentimenti, di un sogno anche. Una storia semplice e incredibilmente efficace e poetica.

copertina Le scatole di felicità

Un’indagine fantastica condotta con grande maestria è al centro del bellissimo libro di Corraini, Il regalo, scritto e illustrato da Bob Gill. Cosa ci sarà mai in quel pacchetto con il fiocco rosso? Immediata è la rivisitazione del fervore di quando eravamo piccoli e cercavamo, studiando la forma del regalo, il suono, la consistenza, di intuire, di capire, di indovinarne il contenuto.

copertina de Il regalo

interni de Il regalo

Anche in Sorpresa! (Logos Edizioni), della spiazzante artista argentina Isol, insignita nel 2013 del prestigioso Astrid Lindgren Award, il bimbo protagonista muore dalla voglia di scoprire il contenuto del pacco regalo che gli hanno confezionato i suoi genitori per il suo compleanno. Ma le sue supposizioni non arrivano a immaginare cosa ci sia in realtà… il dono ricevuto è un libro, una sorpresa nel vero senso della parola, molto più arricchente di ciò che aveva fantasticato.

sorpresa cover

interno di sorpresa

Ne Il regalo più grande (di Peter H. Reynolds, Ape Junior) il piccolo protagonista non si accontenta di ricevere un regalo. Lui esige che sia un regalo grande, grandissimo, immenso, gigantesco… E per cercarlo si lancia persino sullo spazio! Solo da lassù si renderà finalmente conto che non è la misura a essere importante, ma la sostanza, e che il regalo più grande è quello che ogni giorno lo aspetta a casa, nel caldo tepore di un abbraccio.

libro Il regalo più grande

il regalo è troppo piccolo

Una lunga e avventurosa corsa all’inseguimento di una slitta volante, per restituire al legittimo proprietario un pacchetto regalo misteriosamente caduto dal cielo, è il leitmotiv del poetico albo illustrato Camillo e il regalo di Natale (di Ole Könnecke, Beisler Editore), con un finale buffo e pieno di incanto.

camillo e il regalo di natale

camillo e il regalo di natale interno

Ester e il disastro di Chanukkà (James Sutton, illustrazioni di Andy Rowland, Giuntina Editrice) è una storia divertente sull’amicizia, sull’importanza di pensare per tempo alle cose e sulla festa ebraica di Chanukkà, in cui si è soliti scambiarsi dei regali. Ma la scimmietta protagonista si è ricordata tardi della ricorrenza e corre al centro commerciale a comprare qualcosa per i suoi amici. La fretta è però cattiva consigliera ed Ester sbaglia tutto!
Per fortuna, con un pensiero gentile e una generosità d’animo encomiabile, la scimmietta saprà riparare agli errori commessi e consegnare i giusti regali a ciascun animale.

Ester e il disastro d Channukà cover

Ester e il disastro di Chanukkà internoConcludo in bellezza questa breve disamina approdando a un classico sempre amato come L’uomo del camion di Bruno Munari, dove il papà, uomo del camion, nonostante il suo mezzo si rompa, farà di tutto per poter giungere dal suo bambino in tempo per portargli il regalo di compleanno. La missione sarà compiuta ma la domanda “cosa c’era in quel pacchetto?” rimarrà a solleticare il lettore, lasciando a lui la possibilità di inserirsi nella narrazione e completarla.

L'uomo del camion

interni de L'uomo del camion

interni de L'uomo del camion

Donare è una cosa seria: un’esperienza indimenticabile

Questi sono alcuni spunti preziosi che mi hanno condotta a costruire un’esperienza sul dono da poter proporre non solo ai bambini ma anche agli adulti, anzi per essere precisi a bambini e adulti insieme, ma ognuno immerso nel proprio fare.
Intanto rintracciamo il punto di partenza: “Un Natale in Tribù”, l’evento ritrovo di un grande gruppo, la rete romana di “Millemamme”, che si è tenuto a Roma domenica 18 dicembre.
Io ho avuto la fortuna di poterci essere e di curare come consulente la progettazione dello spazio “Giocare è una cosa seria” per la scuola internazionale “Forest of Dreams”.

Una giornata calda, ariosa, aperta, in un campeggio prestigioso e in grado di accogliere più di ottocento famiglie, intervenute per condividere, per vivere lo stare bene a portata di bambino e di adulto.
In questa occasione, tra i vari spazi di gioco e di esperienza attivati, c’era anche l’atelier “IL DONO”, uno spazio predisposto per poter proporre a grandi e piccoli un gioco molto serio che potesse farli immergere nel tema e farli riemergere ricchi ed emotivamente traboccanti.

primo monito1) Questo il primo monito di una tavola apparecchiata come fosse un buffet. Solo che anziché prendere un vassoio, ci invita a prendere un pacco. Che forma avrà?
Il nostro contenitore, quello che ho scelto, è trasparente. Perché è con l’onestà, la trasparenza del cuore, l’invisibile agli occhi, che voglio che le persone possano confrontarsi. Non ci sono ripari. Siamo allo scoperto.
È un contenitore alimentare vuoto, trasparente, di media dimensione, quel giusto tra piccolo e grande per poter entrare nelle mani ed essere donato con un calore ben custodito.

secondo monito2) Eh sì. Il secondo passo è mettere a fuoco: a chi.
Il destinatario della nostra attenzione, del nostro tendere verso. Ecco che il tempo rallenta, ci dobbiamo pensare. A CHI? È proprio una bella domanda. Se pensate a una persona, tutto di lei vi avvolgerà, potrete risentire nel vostro corpo le sensazioni che vi suscita.

 

 

terzo monito3) Ingredienti? In che senso?
Davanti agli occhi, la boccuccia di miscelatori bianchi, richiama la persona a dosare.
Cosa?
Tempo, Gioia, Coccole, Rabbia, Amore,…
Questo è il dono! Alla trasparenza del pacchetto, ovvero il nostro predisporci in modo autentico e vero verso quella persona, aggiungiamo altre trasparenze.
È un gioco, ma è un gioco serio, credetemi. Ho visto uomini di cinquant’anni tornare al tavolo del buffet, per aggiungere ancora due pulsate d’amore e una di tempo. Eppure non c’è nulla dentro i miscelatori. Non c’è nulla se non ti vuoi fermare. Se ti fermi, allora le senti quelle parole, la parola “gioia”, la parola “coccole”… e qualcosa fanno, smuovono, aprono. Perché la parole… lo costruiscono il mondo.

miscelatoriquarto monito

4) E ora che il contenuto è stato deciso, va fermata la memoria, altrimenti c’è dimenticanza e.. che pasticcio. Or dunque, si affaccia la penna insieme all’etichetta per far sì che di tutti gli ingredienti si possa scrivere la successione, come fosse una ricetta: “un chilo di tempo, una tonnellata di abbracci…”.

 

 

quinto monito5) Si giunge in conclusione alla fine, al COME, all’abito che fa il monaco. Perché se ci regalano la cosa più bella del mondo ma non c’è la cura, non c’è il valore riconosciuto di cui anche la confezione deve trasudare, beh, allora si rompe il gioco, allora manca un pezzo, non del processo però, del cuore.

A disposizione fili su fili, nastri colorati, in tessuto, in nylon, in lana, in lino, in luna.. insomma un cielo costellato di filati e piccoli elementi per impreziosire.

foto allestimento

Ora è da fare, il pacco. È da chiudere. Da confezionare. Scelta la stoffa, prese le misure, l’abito si cuce.
E si mette l’etichetta.

L’ho fatto io, con le mie mani e con il mio cuore, e per quest’anno… ho deciso… ti voglio regalare… un pugnetto di tempo, tre cucchiai di rabbia, una colata di gioia, e una montagna di coccole. E se hai tempo, ascoltami, perché quel tempo sarà per noi, per poter stare insieme e fermarci anziché correre; la rabbia servirà per non nasconderci ma viverci e accogliere anche le ombre, la gioia saprà inondarci al mattino e le coccole scaldarci la sera.
E questo è il mio racconto.
Il dono trasparente.

il dono confezionato

 

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