NO APP | il libro che insegna a fare attività manuali con il cellulare

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di Paola Mattioli e Rossella Gardelli

È da poco uscito in libreria NO APP, il libro perfetto per tutti gli adulti che fanno fatica a seguire l’innovazione tecnologica.

Se il mondo virtuale e quello manuale sono sembrati fino ad oggi irrimediabilmente inconciliabili, ora hanno trovato invece un loro anello di congiunzione grazie al tinkering, ovvero un approccio (sviluppato dal Museo della Scienza di San Francisco e sperimentato anche da noi presso Explora, il museo dei bambini di Roma) che consiste nell’indagare e comprendere scienza, tecnologia e design attraverso esperimenti e attività manuali. Si tratta di un vero e proprio pensare con le mani, proprio come quando giocate con i mattoncini Lego, non sapete cosa costruirete, ma qualcosa esce sempre fuori, e questo lo permette proprio la creatività!

Daniela Bassi e Ignazio Fulghesu per Lapis Edizioni lo hanno reso accessibile a tutti grazie a questo originale manuale che voglio introdurvi ricorrendo a una metafora: avete presente l’altalena detta seesaw, quella in cui un bambino si siede da un lato, uno dall’altro e si danno spinta vicendevolmente per salire e scendere? Pensando a NO APP dovete immaginare da un lato i bambini, affascinati dalla tecnologia e abili utilizzatori, dall’altro gli adulti che hanno pian piano imparato ad usare uno smartphone ma solo per le sue funzioni essenziali, senza sapere che le sue prestazioni sono paragonabili a quelle di un pc. Mentre dondolano nel punto di equilibrio, dove entrambe le parti sono con i piedi in aria, c’è NO APP!

copertina del libro No App

 

La copertina del libro trae volutamente in inganno, all’apparenza si presenta come un vademecum di creatività digitale, come i molti libri di coding che negli ultimi mesi hanno preso piede in libreria. Ci vuole un occhio più attento e curioso per notare che nella mano fotografata in copertina in realtà il cellulare manca ed è questa assenza a creare l’esigenza immediata di capire a cosa ci si trova di fronte.

NO APP raccoglie idee per utilizzare lo smartphone in modo alternativo, ponendo l’accento creativo sui bambini, non sulla tecnologia; utilizza infatti la mente come la più importante delle App.

Non riusciamo a staccare i nostri bambini dal tablet? Bene, mostriamo loro che in realtà è anche una torcia, una lavagna luminosa, un proiettore, un registratore. Tutte le attività proposte si ispirano a grandi creativi di ogni campo e si avrà la possibilità di diventare regista e attore di teatro, inventore di proiezioni artistiche, disegnatore fuori dagli schemi, narratore multimediale e tanto altro. Sono molte le opportunità che questo strumento offre e non è necessario subirlo passivamente, ma lo si può far diventare un oggetto al nostro servizio.

Lo spazio ha sempre affascinato grandi e piccolini? Grazie a NO APP, ispirati da Umberto Guidoni, astronauta e astrofisico, i bambini potranno imparare come usare lo smartphone per proiettare costellazioni sulle pareti della camera.

usare il telefono come proiettore

Il testo è una fonte ricca di progetti creativi per tutte le età: si parte da consigli artistici per ragazzini di sei o sette anni e si arriva ad esperimenti sempre più complessi legati al suono o alla rifrazione della luce per ragazzi più grandi, il tutto arricchito da chicche storiche e progetti grafici inserendo i lego o i propri giochi preferiti in sfondi insoliti.

Non solo il cellulare, anche il tablet può diventare uno strumento creativo se usato come un tavolo da lavoro luminoso per ricalcare le illustrazioni preferite. Nel campo dell’illustrazione si prende spunto da Olimpia Zagnoli, un’illustratrice italiana che nel suo lavoro passa spesso dal disegno digitale a quello manuale e viceversa.

Tra quelle proposte, l’attività che mi è piaciuta di più è quella che insegna ai bambini a disegnare oltre le immagini o i video dello schermo. È un’attività che permette di inventare senza confini ed educa i bambini a come riprendere o fotografare il soggetto desiderato.

disegnare oltre lo schermo

Molto interessante è anche il capitolo dedicato agli emoji (i simboli che affollano messaggi e chat), entrati addirittura a far parte della collezione del MoMA – Museum of Modern Art Di New York: non vi sembra incredibile? Inoltre voi avete mai scritto un’intera storia usando gli emoji? Il libro presenta tra i creativi Francesca Chiusaroli che ha “tradotto” in emoji l’intera storia di Pinocchio!

No APP EmoJi

Nelle pagine conclusive troverete anche l’invito a creare la propria NoApp in uno dei settori creativi affrontati nel libro e a condividerlo sui social con l’hashtag #lamianoapp, perché come diceva George Bernard Show “Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee”.

Inutile dire che per quanto noi cerchiamo di essere controcorrente, le nuove generazioni sono inevitabilmente digitali, e non possiamo decidere di ribellarci a questa realtà, a meno di non volersene in qualche modo estraniare (a rischio poi di cadere in trappole pericolose una volta che avremo a che fare con degli adolescenti), quindi perché non rilassarci e non provare a prendere confidenza a modo nostro con questo mondo così vasto e così attraente per i nostri figli? Perché non rovesciare una volta per tutte la prospettiva tecno-centrica riportando lo smartphone alla sua originaria condizione di arnese, cosa, utensile?

La tua NO APP

Per concludere, il messaggio nascosto in questo manuale può essere di insegnamento per tutti, grandi e piccoli: ribaltare l’egemonia digitale, riportare smartphone e tablet veramente al servizio dell’intelligenza umana. È un modo per spostare la visuale dei nostri ragazzi su ciò che nel loro quotidiano danno ormai per scontato e mostrare loro che, usando la propria testa e le proprie mani si possono fare grandi cose, molto più creative di quelle suggerite dalle funzioni pre-impostate di una app.

Puoi acquistare NO APP online in uno di questi store:

 

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Paola Mattioli
Laureata in Lingua Cinese a Roma, trovo il mio spazio nella scuola in cui lavoro, Istituto Marymount di Roma, dove insegno Lingua Cinese usando l’iPad e le nuove tecnologie. La responsabilità morale rispetto a quello che sarà il futuro lavorativo dei miei alunni mi spinge ad una formazione continua, dove riscontro una vera passione ed acquisisco competenze nel campo delle nuove tecnologie, grazie anche ai tanti legami reali e virtuali che giorno dopo giorno si creano, che spendo quotidianamente in classe con i bambini. Passione, Cinese, Tecnologia sono le tre parole chiave che mi tengono legata al lavoro dell’insegnamento.