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Stupido Libro senza le figure!

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This is not a picture book! è il titolo originale americano di quest’opera di Sergio Ruzzier, autore italiano che vive a New York dal 1995 e che oltreoceano ha costruito la sua carriera di illustratore e scrittore non unicamente per bambini. Gli editori milanesi Topipittori hanno cominciato a tradurre i suoi albi per il pubblico italiano e la mia impressione è che proseguiranno su questa strada. Io ne sono contenta! Vi ho già parlato di Una Lettera per Leo, ricordate?

Ma il titolo Stupido Libro!, scelto per l’edizione italiana, non è esattamente la traduzione letterale di This is not a picture book! È molto più forte e provocatorio, ha un’accezione negativa che non ritroviamo nell’originale inglese (Questo non è un picture book!) ed è proprio questo urlo esasperato in copertina che mi ha spinto ad accostarmi all’albo.
Perché sarebbe stupido questo libro? Che cos’ha di stupido? E perché i Topipittori avrebbero scelto di pubblicare un libro stupido? La faccenda andava approfondita.

Stupido Libro!

Sergio Ruzzier, Topipittori, 2016
Età di lettura consigliata: dai 3 anni in su

Stupido libro coverTutt’altro che stupido, questo libro è invece una fonte di sorpresa e di ispirazione non comuni. Spiazzati dal titolo (assolutamente appropriato), apriamo l’albo e rimaniamo ancora più interdetti:

Un giorno, un tanaorcloco spasgieava ble bleol preal avi danquo erp terra diev caoslauq id rosso. «Oh, arguda, un libro!» is sised, uottt totonnec. ecc 

le risguardie

Righe e righe di testo senza senso affollano le due pagine iniziali. Si riescono a decifrare solo poche parole (scelte non a caso) che presentano una grafia corretta: Un giorno – libro – ma tu sei capace di leggere? – voce – ape – fiore – nuvola – mare – letto – casa…, ma l’insieme del racconto risulta completamente illeggibile. Che significa tutto ciò?

Fermando un poco lo sguardo su queste frasi sconnesse, è facile accorgersi che si tratta di anagrammi, e che per restituire senso a questo fiume contorto di lettere, basterebbe sforzarsi di rimetterle nel giusto ordine. Ma il punto è: perché dovremmo impegnarci in questo esercizio? Che cosa ha in mente l’autore?
Voltiamo pagina cercando di capirci qualcosa e, ancora prima del titolo, troviamo un anatroccolo che ci avvisa: Guarda! Un libro! 

Mmhh… Ma in questo libro ci sono solo le parole? 
Dove sono le figure?

STUPIDO LIBRO! (scritto a caratteri cubitali)

un calcio al libro

Ecco qual è il problema! Ecco spiegata l’irritazione del protagonista, quelle parole incomprensibili incontrate poco fa, quello “stupido” rabbioso attribuito al libro.

L’autore ci sta comunicando la frustrazione di un bambino (che sia raffigurato come un anatroccolo non fa differenza) che ancora non sa leggere bene e che fa fatica a destreggiarsi tra le parole.

Lo immagino come un bambino di 5, 6, 7 anni abituato ad ascoltare storie, a osservare i libri con le figure, ma non ancora attrezzato per navigare nello sconfinato mare della lettura autonoma. Un bambino che sa guardare le immagini, interpretarle, e che ama i libri, ma che si sente insicuro nell’affrontare la sfida della lettura da solo.

Un libro sul potere delle parole e della lettura

Penso che Sergio Ruzzier sia riuscito a esprimere con sottigliezza, fantasia e un giusto pizzico di leggerezza una esperienza molto comune. L’apprendimento della lettura è una conquista ambita dai bambini, una sfida che da un lato li appassiona ma dall’altro li spaventa. Se poi pensiamo a tutti quei casi in cui riuscire a leggere rappresenta un traguardo ancora più ostico (disturbi quali dislessia, disgrafia, disortografia ecc.) allora possiamo ben comprendere il gesto di stizza dell’anatroccolo che prende a calci quel libro privo di figure.

Ma è solo un momento. La collera lascia il posto alla tristezza. L’anatroccolo riprende in mano il volume, si scusa per averlo trattato in malo modo, e prova a concentrarsi sulle pagine aperte di fronte a lui.

le pagine si animano

I suoi pensieri prendono forma quando si avvicina a lui un insettino che gli domanda se sia capace di leggere quello strano libro.
Non lo so. Le parole sono difficili, risponde. Eppure qualcosa sta cambiando nella sua testa. Lentamente affiorano delle immagini e il libro si anima di colori, paesaggi, figure più o meno reali. L’anatroccolo si accorge di conoscere alcune parole: fiore, ape… e noi le vediamo insieme a lui mentre prendono vita tra le pagine!

Le parole non sono entità astratte o contenitori vuoti ma richiamano a sé emozioni, sensazioni, stati d’animo. Le parole, la lettura, portano lontano, fanno volare in alto, smuovono qualcosa di insondabile dentro di noi catapultandoci altrove.

le parole fanno volare

E poi ci riconducono a casa. Nel tepore del nostro letto, la sera, sotto le coperte, a leggere in religioso silenzio quel libro capace di parlare proprio a noi, in quel momento, a noi e a nessun altro. Perché in fondo la lettura ci fa compiere incredibili viaggi senza il bisogno di muovere un passo.

>> Che libro questo Stupido libro! Regalatelo ai bambini e regalatevelo:

Leggi anche la nostra intervista ai Topipittori

Un approfondimento su Stupido Libro direttamente dal sito dei topipittori (dove ho scoperto a posteriori il motivo del titolo differente in inglese e in italiano)

 

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