L’albo illustrato come veicolo per un’educazione ecologica

[…] La collana I topi saggi […] [ha] una doppia, generale finalità: primo, rinsaldare nell’adulto il senso di responsabilità relativamente al ruolo centrale che ha nei processi educativi, nella relazione con i bambini e nella trasmissione della cultura; secondo, mettere i libri al centro sia del percorso di apprendimento sia della vita dei bambini […] Proporsi, in quanto editori, di avere un ruolo trainante nello sviluppo sostenibile significa […] riflettere seriamente su come entrare […] a scuola e in altri ambiti educativi […] dando spazio alle esperienze più interessanti e fertili che sono presenti nel nostro Paese […]

Il saggio […] che ci hai proposto, si inserisce bene in questa linea, e questa è la ragione per cui ci è sembrato importante averlo in catalogo (dall’intervista di Rosa Tiziana Bruno a Giovanna Zoboli, editrice Topipittori, riportata al capitolo IV di Educare al pensiero ecologico, grassetto mio).

Educare al pensiero ecologico

Una collana in cui l’albo illustrato è al centro della relazione pedagogica

Nel settembre 2020, la collana I topi saggi della casa editrice Topipittori si è arricchita di un nuovo volume, Educare al pensiero ecologico. Letture, scritture e passeggiate per un mondo sostenibile; l’autrice è Rosa Tiziana Bruno, sociologa, insegnante ed autrice di saggi sull’educazione, di racconti e romanzi per ragazzi.

Questa collana, nata per offrire strumenti di riflessione e analisi […] per supportare il lavoro e la cultura di chi svolge professioni accanto ai bambini (Bere a una fonte molto antica | Topipittori), arriva così a contare tre volumi (oltre al libro pilota, La Casa delle Meraviglie, del 2013); in tutti e tre i saggi sino a qui pubblicati, il protagonista indiscusso è l’albo illustrato, osservato ogni volta da una prospettiva pedagogica e progettuale peculiare: nel primo, A scuola con gli albi (Antonella Capetti, Topipittori 2018), si parte dal resoconto di un’esperienza concreta di insegnamento che ha posto la lettura di albi illustrati al centro della quotidianità scolastica, allargandosi poi a considerazioni di più ampio respiro sulla didattica tradizionale e la necessità di un suo ripensamento; nel secondo volume, Una frescura al centro del petto (Silvia Vecchini, Topipittori 2019), si problematizza il rapporto tra infanzia e spiritualità, sostenendo che la letteratura illustrata sia un mezzo privilegiato per aiutare bambini e bambine a dare valore alla dimensione del sacro e per accostare la loro ricerca sul senso dell’esistenza.

Il saggio di Rosa Tiziana Bruno propone l’utilizzo dell’albo illustrato all’interno di attività orientate all’educazione ecologica delle nuove generazioni

Il capitolo 3, intitolato per l’appunto Attività di educazione ecologica con gli albi illustrati, entra nel cuore di questa proposta, ripercorrendo dettagliatamente la ricerca-azione realizzata dall’autrice che si è messa in gioco non solo come teorica, formulando una tesi e una precisa metodologia di intervento volta a dimostrarla, il fiabadiario, ma anche cercandone personalmente una validazione sul campo, coinvolgendo in laboratori sperimentali docenti e studenti di alcune classi della scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria.

La ricerca è stata condotta in convenzione col dipartimento di Sociologia dell’Università di Salerno e i risultati sono stati presentati nel novembre del 2018 al convegno internazionale Educazione Terra Natura presso l’Università di Bolzano. Come la stessa Giovanna Zoboli ha dichiarato (rif. citazione in incipit), è sembrato utile portare tutto questo materiale, ritenuto interessante e fertile, fuori dalle Accademie, mettendolo a disposizione di genitori, educatori, insegnanti, terapeuti e di chiunque altro, per professione o inclinazione, abbia a cuore tanto i bambini quanto l’ecologia.

Il percorso del fiabadiario, messo a punto da Rosa Tiziana Bruno attingendo a diversi contributi tecnici e teorici (dal literature circle di Karen Smith, alla scrittura collettiva ispirata al Movimento di Cooperazione Educativa e alla narrazione autobiografica secondo la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, fino alle pratiche di outdoor education), unisce lettura di albi illustrati, scrittura collettiva, narrazione autobiografica e passeggiate riflessive all’aperto, articolandosi secondo tappe precise e consequenziali, sebbene in parte duttili. Il capitolo permette di farsi un’idea circa la concreta attuazione di tale metodologia, gli obiettivi del processo e le sue tappe, così da essere non solo un resoconto di un un’esperienza realizzata e conclusa ma anche una proposta aperta a chi volesse trarne spunti operativi.

A questo punto, è però necessario fare un passo indietro, per non perdere di vista le due premesse sostanziali di tutto questo lavoro, che lo motivano ed orientano in ogni suo passaggio; due premesse che rispondono ad altrettante, cruciali domande:

1- Perché dovremmo educare bambini e ragazzi al pensiero ecologico?

2- Cosa c’entrano tra loro ecologia e albi illustrati?

La prima domanda sembrerebbe quasi ridicola, sappiamo tutti quanto sia ormai urgente l’impegno di chiunque per preservare il futuro nostro e della nostra Terra; in ciò che muove il lavoro della Bruno c’è però un interesse specifico.

La volontà di questa ricerca nasce dalla constatazione dell’autrice, riscontrata sul campo in anni di insegnamento e avvalorata da studi e statistiche nazionali e internazionali, circa il recente aumento esponenziale di varie forme di disagio infantile, anche in bambini che non appartengono a categorie cosiddette “fragili”. La Bruno sposa la tesi secondo cui questa epidemia di disagio è collegata alla privazione di vita in natura, di tempo trascorso all’aperto, che oggigiorno caratterizza la normalità di moltissimi bambini e bambine, trasversalmente agli strati socio-economici di appartenenza. La definizione Nature Deficit Disorder (Louv, 2006) è nata proprio per definire le caratteristiche patologiche di un soggetto deprivato del contatto con la natura: stanchezza cronica, irrequietezza, insonnia, iperattività, difficoltà attentive, obesità, depressione.., disturbi sempre più spesso riscontrati in età pediatrica. Come sociologa, la Bruno studia il problema e ce lo espone; come insegnante invece prova ad approntare delle contromisure al fine di incidere positivamente sul benessere infantile.

Ed eccoci alla seconda domanda: perché ricorrere proprio all’albo illustrato? In che modo può giovare, in sé, agli scopi dell’educazione ecologica?

I buoni albi illustrati, anche indipendentemente dalle loro tematiche esplicite (non occorre infatti cercare testi a tema ambientale, meglio spaziare: un buon libro è pieno di spunti e potenzialità), sono secondo l’autrice lo strumento ideale, ancor più di altri generi letterari, per educare all’ascolto, al silenzio, allo stupore e alla bellezza; coinvolgono il lettore in modo plurisensoriale (a differenza, secondo lei, della letteratura non illustrata) e lo ingaggiano emotivamente, sollecitando il suo sentire sia fisico sia interiore. Questo tipo di lettura, educa allo sforzo per la comprensione, nonché alla lentezza e all’attesa, attitudini alle quale i bambini sono sempre più disabituati e che invece caratterizzano intrinsecamente la vita naturale.

Tutti questi elementi sono basi essenziali su cui può edificarsi quella che Rosa Tiziana Bruno chiama ecosaggezza, cioè la consapevolezza dell’interconnessione che lega tutti gli esseri viventi e la volontà di tradur[la] in atteggiamenti concreti. Per sviluppare questa consapevolezza è essenziale imparare a guardare dentro sé stessi, riuscendo poi ad aprirsi con sguardo benevolo all’altro da sé, un altro da custodire e preservare: bambini e ragazzi devono avvertire l’urgenza di creare un habitat sostenibile per tutte le creature, non per paura, ma per amore.

Ecco allora che la lettura condivisa di albi illustrati di qualità, inserita in un percorso guidato come quello del fiabadiario, può preparare l’animo all’immersione reale nella natura, al passaggio dall’aula al giardino.

Attraverso la lettura condivisa di storie illustrate, l’osservazione prolungata delle immagini, con attenzione al dettaglio anche minuto, la condivisione riflessiva all’interno della comunità-classe, la riscrittura collettiva, lo stimolo alla produzione autobiografica e al relativo processo autoriflessivo, si intende coltivare l’attitudine all’introspezione e alla sensibilità interiore necessarie per il successivo incontro con la natura, che a quel punto permetterà di riconnettersi con la natura stessa, riconoscendosene parte. Viene spontaneo rispettare e avere cura di ciò a cui sentiamo intimamente di appartenere,dice l’autrice; e su questa fiducia di fondo, sta tutto il senso del suo intervento.

Il quarto ed ultimo capitolo, dà spazio a otto interviste ad alcune personalità di spicco in ambito psico-pedagogico, pediatrico, editoriale ed ambientale sui temi del saggio, tra cui quella a Giovanna Zoboli, citata in apertura; in fine, una piccola carrellata bibliografica di albi illustrati, con breve sinossi per ciascun libro, utili a chi sia in cerca di spunti per attivare percorsi didattici sulla scia del fiabadiario.

E dunque?

Non ci resta che leggere, e poi passeggiare (Natura, lettura, narrazione ovvero educare al pensiero ecologico | Topipittori).

Educare al pensiero ecologico. Letture, scritture e passeggiate per un mondo sostenibile, di Rosa Tiziana Bruno, pp. 208, costo €20.00, Topipittori 2020

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