Attilio Cassinelli raccontato dalla figlia Alessandra

Attilio Cassinelli

Io, da sempre amante dei libri, una volta mamma sono diventata, quasi come conseguenza naturale, amante della letteratura dell’infanzia. Tra i volumi che non possono mancare a casa nostra ci sono quelli di Attilio Cassinelli, famoso illustratore dai tratti e dalle forme ben distinguibili. Immaginate quindi il mio stupore quando ho scoperto che Attilio ha scelto la cittadina dove vivo come casa.

Attilio nella sua vita ha creato tantissimo: grafiche, disegni, racconti, collane, album, giochi in scatola.  Oggi, a 98 anni, è un artista in continua e perenne creazione, sempre pronto a nuovi progetti e a entusiasmare un pubblico trasversale.

Ecco a tal proposito cosa racconta sua figlia Alessandra.

«Attilio ha un pubblico molto affezionato, da sempre internazionale e oggi direi intergenerazionale: ricordo ad una presentazione nonna, mamma e figlia, ognuna con il proprio libro, che chiedevano un autografo. In quell’occasione ho visto chiaramente con quante generazioni si è confrontato Attilio nell’arco del tempo».

Attilio è sempre stato molto sensibile al tema dell’ambiente, quasi un antesignano delle tendenze moderne; come lo ha riportato nei suoi libri?

«Ieri come oggi i suoi progetti sono legati a questo tema. È nato a Genova nel 1923, negli anni ’50 a Milano ha iniziato la carriera di grafico pubblicitario a cui ha affiancato negli anni ’60 i primi disegni per l’infanzia, quelli inseriti poi nella “Collana del Bosco”, realizzata con l’amica Karen Gunthorp. Nei suoi volumi ha sempre parlato di animali, alberi, amicizia, avventure e fin da quegli anni traspariva il suo amore per la natura e la sua preoccupazione ambientale. In quel periodo lui, Graziella ed alcuni amici, erano giovani sensibili all’ambiente e decisero di vivere buona parte del loro tempo lontano dalla grigia città. Hanno così trovato un posto in campagna dove per anni hanno piantato alberi. Oggi è un piccolo bosco nella pianura, un posto magico».

Oggi nella città dove vive è stato coinvolto in un progetto ancora una volta legato al tema ambientale, ce lo racconti?

«“Sotto il cielo” è un comitato volto a promuovere incontri all’aria aperta, volevamo iniziare il 21 novembre 2020 nella giornata mondiale dell’infanzia e degli alberi. A causa dell’emergenza covid l’iniziativa ha preso il via solo a maggio, con lettura e merenda negli spazi esterni  della libreria per bambini della nostra città, la Bottega del Sanconiglio. Al termine ci si sposta tutti nel più grande polmone verde della città, il Parco Castello. Dal prossimo incontro, lettura e merenda saranno direttamente sui prati del parco! I temi sono chiaramente natura e alberi. L’obiettivo è coinvolgere le famiglie e creare legami trasversali, avvicinarci all’ambiente proprio attraverso i libri. Vorremmo creare consuetudine negli incontri, in estate e in inverno, trovarci ogni 21 del mese e imparare ad incontrarci al parco.  Non si possono celebrare gli alberi una volta all’anno. C’è bisogno di una “educazione outdoor” che riprenda il legame tanto caro ad Attilio, che per l’occasione ha creato un albero semplice dai tratti marcati, un’icona che cambia ad ogni incontro e si allinea allo scorrere delle stagioni. Alberi a volte difficili da riconoscere, forse perché siamo poco abituati a guardare la natura e abbiamo tutti bisogno di stare all’aria aperta, fare attività in compagnia e condividere o studiare i nomi degli alberi».

Quali altri temi ha a cuore Attilio nei suoi libri?

«Mio padre è sempre stato moderno e alla sua età ha sempre uno sguardo aperto e libero. Riesce a parlare di tutto con semplicità e con quel tocco di gentilezza e ironia che lo caratterizza da sempre. Per esempio “Primo” è un libro sulla fragilità e sulle differenze, che nasce dal desiderio di parlare delle caratteristiche dei bambini prematuri, la cui nascita e vita a volte sono accompagnate da alcune difficoltà. Difficolta e fragilità sono emozioni che tutti proviamo, tanto vale avvicinarle e prendere confidenza con quello che ci sembra strano. Il libro è stato premiato da Nati per Leggere». 

Primo, di Attilio, vince il Premio Nati Per Leggere

Cosa rende il suo stile così riconoscibile?

«Attilio ha sempre avuto una grande abilità a disegnare con qualsiasi tecnica, ma l’astrazione estrema, il tratto nero associato a tinte piatte hanno definito il suo stile inconfondibile. Forse l’impronta forte delle illustrazioni ha fatto sì che si parlasse poco dei testi; per esempio il volume “C’era una volta un pezzo di legno”, rilettura del classico Pinocchio, ha una metrica davvero sorprendente».

E le filastrocche?

«Uno degli ultimi libri pubblicati da Lapis è “Fila Fila Filastrocca”. Si tratta di un rilegato con 14 filastrocche illustrate, brevi racconti in rima con un ritmo semplice e lineare. Le immagini sono molto colorate. In copertina ci sono due cammelli, uno giallo e uno rosso, che fanno parte di una delle filastrocche presenti nel volume: un andamento continuo, rappresentato dal ripetersi delle gambe degli animali. Le storie sono semplici e nascono dal quotidiano, tra i protagonisti si alternano animali, streghe, spaventapasseri, ma si parla anche di una partita allo stadio. Fra gli altri, un bel mazzolino di fiori ci racconta che stare da soli non conviene».

Ci sono altre uscite in programma?

«Dal 2016 Attilio collabora con la casa editrice Lapis, con la quale ha pubblicato molti libri tra cui le mini fiabe. Fino ad oggi la collaborazione con Rosaria Punzi e tutta la redazione di Lapis è stata feconda e anche oggi ci sono in programma diverse uscite e nuovi progetti. L’ultima in libreria è “La bella addormentata nel bosco”».

Ci puoi raccontare qualche aneddoto su Attilio?

«Il suo vivere è un continuo variare. Lo senti canticchiare, fischiare, recitare a memoria poesie e passi della Divina Commedia. Variano suoni e ritmi, come le illustrazioni.

Attilio è sempre pronto a nuove avventure e ha una grande passione per la lingua italiana e per la dizione. Pochi anni fa è stato coinvolto, come doppiatore, in un film sperimentale e si è divertito moltissimo. Il teatro e il cinema sono per lui fondamentali».

Ricordiamo che nel 2020 la Galleria Nazionale di Roma ha dedicato per la prima volta una mostra all’illustrazione ospitando “Evergreen. Storia di Attilio”, con un’esposizione di 80 sue opere. Nel corso della sua carriera ha ricevuto riconoscimenti nazionali e internazionali, tra i quali il Premio Speciale della Giuria del Premio Andersen 2017, il Premio Nati per Leggere 2017 (per “Cappuccetto Rosso”, Lapis), il Premio Microeditoria di qualità 2017 (“Cappuccetto Rosso”) e la Menzione speciale alla carriera al Bologna Ragazzi Award nel 2019.

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