Intervista alla casa editrice Il Castello

La casa editrice milanese Il Castello raccoglie molti marchi e numerose tipologie di libri. Non sempre è facile districarsi tra la loro ampia e diversificata produzione, che abbraccia tanti ambiti, tanti target e anche tanti gusti diversi. Noi siamo particolarmente affezionati alle letture rivolte alla primissima infanzia del marchio minedition e ad alcuni capolavori pubblicati da La Margherita (come non rimanere ammaliati dalle opere di Roberto Innocenti!).

Nell’intervista che segue abbiamo ripercorso un po’ la storia della casa editrice, attraverso il racconto esaustivo di Viviana Reverso, responsabile editoriale de Il Castello.

Intervista a Viviana Reverso, Il Castello editore

Viviana ReversoQuando avete cominciato a pubblicare libri specificamente rivolti ai bambini? E perché avete scelto di intraprendere questa strada?

Quando nel 1997 l’ho conosciuto, Luca Belloni, mio marito, stava trattando l’acquisizione del marchio editoriale Il Castello, casa editrice specializzata in manualistica tecnica. Quell’anno l’ho accompagnato alla Fiera del Libro di Francoforte dove tuttavia, per evidenti motivi, la nostra attenzione era rivolta quasi esclusivamente alle collane tecniche. Qualche mese dopo, per pura curiosità, siamo stati a Bologna alla Fiera del Libro per Ragazzi ed è stato amore a prima vista. Da qui abbiamo iniziato a sognare di diventare anche editori per bambini. Nel 1999 è uscito il primo libro, per la Margherita edizioni, dal titolo “Raccontami un’altra storia”. E da allora di storie ne abbiamo raccontate tante altre…

Raccontami un'altra storia - cover

Il Castello racchiude diversi marchi rivolti all’infanzia: può aiutarci a fare un po’ di chiarezza e a capire le distinzioni più importanti?

La scelta di diversificare la produzione su vari marchi editoriali è nata per distinguere in maniera più efficace i tanti libri che pubblicavamo, molto diversi tra loro e rivolti a bambini e ragazzi di fasce d’età differenti.

Non volevamo che la Margherita diventasse un enorme calderone pieno di titoli che poco avevano in comune. Al contrario, desideravamo che i nostri volumi fossero ben riconoscibili e facilmente rintracciabili. Da quel momento abbiamo continuato a pubblicare illustrati d’autore con la Margherita, raccogliendo invece sotto il nuovo marchio IdeeAli libri pop up, spesso di carattere scientifico-divulgativo, che proponevano una serie di attività creative. Quasi sempre si trattava di volumi molto caratterizzati da un punto di vista “fisico”, grazie all’utilizzo di meccanismi (alette, ruote ecc.) che li rendevano oggetti decisamente alternativi rispetto ai più classici albi illustrati.

Casa del tempo di ROberto Innocenti

I Giochi educativi sono nati per dare spazio a vari tipi di prodotti educativi realizzati anche in stoffa, legno e altri materiali innovativi. Dunque non necessariamente libri nel senso più tradizionale del termine.

Successivamente, è nata l’idea di diventare partner di riferimento di editori stranieri come Minedition, Lemniscaat, Tourbillon e Clavis. Ognuna di queste case editrici produce libri dai tratti facilmente riconoscibili, per cui ci è sembrato che pubblicarli direttamente con il loro logo originale potesse permettere ai lettori di individuarli più facilmente all’interno di un mercato che cominciava a crescere sempre di più. Alla richiesta, ad esempio, di un libro per bambini piccoli che aiuti a risolvere piccoli grandi difficoltà come l’abbandono del ciuccio o del pannolino oppure la paura del buio, risponde perfettamente il catalogo Clavis, casa editrice specializzata su questo tipo di tematiche.

Papà mi prendi la luna

All’interno del vostro catalogo convivono pubblicazioni di elevata qualità artistica e autoriale, e libri di impronta più “commerciale”: come spiegate le vostre scelte editoriali?

Sicuramente il fatto di avere più loghi editoriali ci permette di diversificare la nostra produzione e di affiancare all’albo illustrato di qualità anche libri diversi, contraddistinti ad esempio da una componente tattile significativa o da meccanismi che li rendono senz’altro più “spettacolari”. Tuttavia, anche nella selezione di questi titoli, di maggiore appeal commerciale, non perdiamo mai di vista il nostro scopo primario: la ricerca della qualità.

Qual è il vostro intento come editori per bambini?

Sin dall’inizio della nostra avventura editoriale, ci siamo resi conto di come i libri che reputavamo davvero validi si potessero contare sulle dita di una mano, dato che circolavano molti titoli dall’impronta estremamente commerciale.

Abbiamo quindi deciso di selezionare delle pubblicazioni più sofisticate, convinti che il pubblico potesse essere educato e abituato anche a prodotti più “difficili” o semplicemente meno immediati. Il lavoro è stato lungo e difficoltoso e ancora oggi alcuni dei nostri libri non riescono a ricevere l’attenzione che ci attenderemmo. Allo stesso tempo siamo certi che solo grazie alla volontà di effettuare scelte più coraggiose il panorama del libro per bambini possa cambiare in positivo.

Cenerentola di Roberto Innocenti

Oggi quanti titoli per bambini pubblicate all’anno?

Domanda difficile: ogni anno i quantitativi cambiano per ogni marchio editoriale. Indicativamente, siamo intorno alle 150-200 novità all’anno escluse le ristampe.

Se doveste individuare, all’interno del vostro catalogo, i titoli che hanno rappresentato una “svolta” per la casa editrice, quali indichereste e perché?

Ogni casa editrice ha dei titoli di punta che la rappresentano. Per la Margherita direi senza dubbio tutta la produzione di Roberto Innocenti. Per Clavis, invece, un bestseller che ristampiamo in continuazione: “Posso guardare nel tuo pannolino?”. Migliaia di bambini sono passati dal pannolino al vasino grazie a questo spassosissimo libro! Infine ricorderei i cartonati di Yosuke Yonezu, successi Minedition che parlano un linguaggio visivo, cromatico e tattile molto gradito ai bambini e per questo forti di un apprezzamento straordinario.

Posso guardare nel tuo pannolino?

Quali sono le tappe principali che hanno segnato la storia della vostra casa editrice per l’infanzia?

Come accennavo prima, la Fiera di Bologna è stata la chiave di volta di questa bellissima avventura, insieme al primo libro che abbiamo comprato l’anno successivo, da una casa editrice con cui tra l’altro lavoriamo attivamente ancora oggi! Un altro step importante è stato sicuramente l’essere riusciti a riportare sul mercato italiano i libri di Roberto Innocenti, all’epoca assente già da alcuni anni.

In realtà, però, sono convinta che ogni libro contribuisca in egual misura a fare la nostra storia. Per ognuno lavoriamo mesi: lo scegliamo, ne seguiamo le fasi contrattuali, artistiche e redazionali, fino alla stampa e al suo arrivo nei nostri magazzini. Averlo finalmente tra le mani, ammirarne i colori, apprezzarne il profumo, la consistenza è un premio finale assolutamente impagabile.

Da quando avete cominciato a oggi, pensate di essere evoluti come casa editrice per bambini? Quali maggiori consapevolezze e strumenti avete acquisito nel vostro lavoro?

Chiaramente i nostri primi libri sono stati prodotti tra tante ansie e perplessità. Volevamo proporre qualcosa di nuovo sul mercato e non sapevamo se il pubblico fosse pronto. Oggi lavoriamo nella stessa direzione ma con maggiore consapevolezza, per cui osare è diventato sicuramente più facile.

Oggi l’editoria per l’infanzia in Italia è un settore molto competitivo e con realtà anche indipendenti di assoluto valore: come la vostra casa editrice riesce a stare al passo e a mantenere salda la sua identità?

La competizione è tanta, ma noi non perdiamo mai di vista il nostro scopo, creare libri di qualità per bambini. Il pubblico ormai ci conosce e ci apprezza, e questo ci dà le giuste motivazioni per continuare convinti per la nostra strada.

vuoi essere mio amico

Oltre alla vendita dei libri, quali altre attività portate avanti per promuovere e far conoscere i vostri libri?

Oltre alle consuete attività di comunicazione, da anni conduco personalmente dei laboratori in alcune scuole primarie. Comincio cercando di catturare l’attenzione dei bambini attraverso la lettura. Da questi traggo lo spunto per spiegare loro il ruolo dell’illustratore e dell’autore (e il potere della fantasia!) nella creazione di un libro illustrato. Poi si procede con il laboratorio vero e proprio: ogni bambino crea le linee guida di una sua storia (che potrà sviluppare e completare a casa o con le insegnanti) e poi la copertina del suo libro, completa di logo e autore! È un’attività che mi regala un’enorme soddisfazione, perché i bambini mostrano tutta l’eccitazione e l’entusiasmo che questa piccola esperienza suscita in loro.

Al di là di questo, cerchiamo sempre di cogliere al volo le tante opportunità che ci vengono offerte per far conoscere in prima persona i nostri libri, ad esempio attraverso presentazioni e laboratori in libreria con l’autore o le tante fiere di settore.

Poi ci sono delle attività “collaterali” di assoluto valore: a febbraio di quest’anno, ad esempio, abbiamo partecipato alla prima edizione di Tribuk, una grande opportunità di incontro tra editori e librai, occasione più unica che rara per potersi conoscere meglio e confrontarsi. È stata una bellissima esperienza di crescita per noi editori, perché finalmente siamo riusciti a dare dialogare con tantissimi professionisti che rendono possibile il successo dei nostri libri o a dare loro un volto.  

Cappuccetto Rosso

Obiettivi e progetti per il futuro prossimo?

L’obiettivo non è mai cambiato in tutti questi anni: continuare nel nostro lavoro con l’impegno, la passione e la dedizione di sempre, per cercare di offrire al nostro pubblico libri sempre più belli e innovativi.

 


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