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Intervista alla casa editrice Les Cerises

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Si definiscono “plurali e nomadi per vocazione e necessità” le quattro anime fondatrici della raffinatissima casa editrice Les Cerises, nata nel 2016 a Parigi (dove è la sede legale) ma attiva e operativa in diverse città: Roma, Bolzano, le colline attorno a Bologna e Parigi.

Al timone di questo gioiellino editoriale che nel nome evoca il gusto irresistibile delle ciliegie, ci sono Agnese Canziani, che ha avuto l’idea ed è un architetto, Cecilia Canziani curatrice, Angelika Burtscher e Daniele Lupo dello studio di grafica Lupo & Burtscher. Nel tempo si sono aggiunte Francesca Campli, che si occupa della didattica e della distribuzione, e Sara Zolla, responsabile dell’ufficio stampa.

Sono felice di presentare l’ambizioso progetto Les Cerises su Milkbook grazie alla bella intervista che state per leggere.

New York Baby

Intervista a Les Cerises

Come siete diventati editori per l’infanzia? Cosa vi ha portato a volervi confrontare con questo ambito?

Ci sembrava che in Italia nessuno chiedesse agli artisti di realizzare libri per bambini come invece avveniva in passato (pensiamo ad esempio ai libri di Emme edizioni), e quindi, occupandoci noi di immagini e lavorando con gli artisti, e soprattutto credendo che l’arte offra un modo diverso e meraviglioso proprio perché indiretto, sghembo, obliquo per parlare delle cose che ci riguardano, con molta incoscienza ci siamo detti: facciamolo noi.

Nel Buco
Nel Buco di Maria Morganti, pagine interne, Les Cerises

Perché il nome Les Cerises?

Le ciliegie sono buone e una tira l’altra…

Quali esperienze pregresse vi hanno portato all’editoria per ragazzi?

Lupo & Burtscher lavorano da anni nel campo dell’editoria d’arte, Agnese ha esperienza di didattica oltre ad essere un architetto, Cecilia è una curatrice e storica dell’arte. Abbiamo messo insieme le nostre competenze e il dato è stato tratto.

Il vostro progetto editoriale è sperimentale e artistico: perché chiedere ad artisti che non si occupano di editoria per l’infanzia di cimentarsi con i libri per bambini? 

Perché fa bene agli uni e agli altri: agli artisti non chiediamo di semplificare il proprio lavoro, ma di restituirlo in scala, per così dire, di declinarlo ad altezza bambino. Non è semplice, ma per un artista osservare la propria pratica da un altro punto di vista è un buon esercizio e a volte può dare nuovi spunti. E poi perché crediamo che i bambini siano perfettamente in grado di entrare in contatto con i più diversi linguaggi e poetiche, senza pregiudizi e preconcetti.

Storie di una balena
Storie di una balena, di Emanuele Oliveri, Les Ceries

Quanti titoli avete in programma di pubblicare all’anno?

Uno o due l’anno. Les cerises è un piccolo progetto, ma ha bisogno di tempo e dedizione. Fino a oggi abbiamo pubblicato quattro libri e il prossimo, in uscita a fine maggio, Laracamallo, di Alessandro Sarra e Simone Berti, è un libro su un incontro, l’incontro tra due artisti e tra due tipi di pittura (astratta e figurativa), ma anche l’incontro tra due mondi diversi  e un colpo di fulmine!

Laracamallo
Illustrazione tratta da Laracamallo, di di Alessandro Sarra e Simone Berti, Les Cerises

Su quali proposte scegliete di scommettere? Cosa vi fa propendere per il sì e cosa per il no alla pubblicazione?

Pubblicando pochissimo, per il momento siamo noi ad invitare artisti che ci interessano e con cui pensiamo valga la pena trascorrere un po’ di tempo a ragionare e progettare insieme, ma anche se la scelta di partenza è nostra, il percorso è complesso: l’artista propone una prima idea che viene discussa insieme a noi, il progetto viene vagliato e revisionato, c’è molto dialogo e diamo molte indicazioni (non sempre convergenti: siamo quattro teste diverse!).

Insomma fare un libro con les cerises non è un lavoro solitario, e gli artisti che coinvolgiamo devono di necessità essere molto più aperti alla collaborazione e contaminazione rispetto a quando realizzano un’opera nel proprio studio. E ci sono tantissime cose che devono funzionare: la leggibilità della storia – che ci sia o meno una narrazione lineare – la possibilità che le immagini siano aperte, cioè interpretabili in diversi modi, la qualità del lavoro e la sua resa in riproduzione, la possibilità di tradurre l’idea in un formato libro che sottolinei aspetti del libro o della pratica artistica dell’autore. Cerchiamo di esplorare diversi medium, per cui abbiamo invitato artisti che lavorano con la pittura astratta, con la scultura, con la fotografia e la performance.

New York City Babe
New York City Babe di Antonio Rovaldi, Les Cerises

I volumi che avete finora pubblicato sono accomunati da una caratteristica principale: sono tutti libri senza parole. Perché questa scelta?

E’ una sorta di appello al consumo consapevole: siamo circondati da immagini, ma non le sappiamo leggere. L’ambizione di les cerises è far soffermare lo sguardo sull’immagine perché ce ne possiamo riappropriare.

Quali consigli dareste a un genitore o a un insegnante nella scelta dei libri per i propri bambini: quali criteri seguire? quali aspetti sono fondamentali?

La qualità. Qualità dell’illustrazione, qualità della narrazione. La bellezza (l’arte) fa bene e educa.

E ora una domanda impossibile! Un libro per bambini/ragazzi del presente o del passato che avreste tanto voluto pubblicare voi…

Tantissimi, ma stando al gioco per un libro del presente, 2016 Adrien Parlange Le Ruban edito da Albin Michel Jeunesse (un assaggio lo trovate in questo post, ndr), intelligentissimo libro dove l’immagine gioca (e fa giocare)  direttamente con l’oggetto-libro; nel  Passato Chi? Cosa? Dove? Quando? di Leo Lionni che finalmente sono stati ripubblicati un paio di anni fa da Babalibri nel cofanetto “Due topolini curiosi“.

Psssst Psssst Chiara Camoni
 Psssst Psssst di Chiara Camoni, Les Cerises

Oggi l’editoria per l’infanzia in Italia è un settore molto competitivo e con realtà anche indipendenti di assoluto valore: come la vostra casa editrice riesce ad emergere?

E’ vero, il mercato sta cambiando moltissimo e per fortuna, perché l’offerta è molto più articolata e sofisticata rispetto a qualche anno fa, e questo fa crescere anche noi, è uno stimolo a migliorare.

Per noi è molto importante il rapporto con le libraie e i librai che quando ci conoscono, sanno raccontarci al pubblico, come Spazio B**K a Milano e la libreria Ponte Ponente a Roma, e con le biblioteche, come nel caso della biblioteca attiva di Ariccia, uno spazio coraggioso e sorprendente che è un vero spazio pubblico di incontro e formazione per la popolazione giovane della cittadina, o Ibby che ci ha portato a Lampedusa, o il Masetto che ci ha messo in contatto con altri colleghi che ci sostengono e la Bibliotheque Assia Djebar di Parigi con cui stiamo sviluppando un progetto didattico di lettura dell’immagine.

Nel buco

Sul vostro sito si legge: “les cerises accompagna i lettori e le lettrici tutto l’anno, attraverso i suoi libri, ma anche con idee, giochi, e atelier”: potete fare qualche esempio di questa attività?

Ci siamo resi conto che gli adulti sono molto spaventati sia da un un libro senza parole sia da un libro che esca dai canoni correnti dell’illustrazione per l’infanzia, per questo cerchiamo di pensare a dei momenti in cui far vedere come utilizzare i libri de les cerises. Un libro è soprattutto il frutto del lavoro dell’artista: cosa fa, quali sono le sue opere, come si leggono e cosa ritroviamo di loro nei nostri libri? Durante gli atelier cerchiamo di rispondere a queste e altre domande.

Atelier alla Maisonnette
Atelier alla Maisonnette, Scuola materna a Roma su New York city Babe di Antonio Rovaldi

Il sito della casa editrice: www.lescerises.net

L’elenco delle case editrici che abbiamo intervistato:

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